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Il futuro del Cesena è già cominciato. E ha il volto di Sandro Mencucci, arrivato ieri in Romagna e subito operativo al fianco di Corrado Di Taranto. Un ingresso in scena tutt’altro che formale per il dirigente di lungo corso, con esperienze di altissimo livello tra Fiorentina, Leeds e Lecce, destinato a raccogliere il testimone dell’attuale direttore generale bianconero. La nomina ad amministratore delegato, però, non sarà immediata: bisognerà attendere il rinnovo delle cariche del Consiglio di amministrazione, passaggio che dovrebbe concretizzarsi entro la fine della stagione. Nel frattempo, Mencucci dovrebbe assumere il ruolo di senior advisor, con l’annuncio atteso già nei prossimi giorni.

Un passaggio di consegne nel segno della fiducia

La successione è legata al futuro di Di Taranto, che a novembre diventerà il nuovo amministratore delegato del Padova, scelto direttamente dalla proprietà di Acciaierie Venete. Un cambiamento che obbligherà il Cesena a ridisegnare la propria struttura dirigenziale, affidando a una figura di esperienza la gestione quotidiana del club e la prosecuzione del percorso avviato in questi anni.

La soluzione individuata porta proprio a Mencucci, uomo di calcio abituato a lavorare in contesti ambiziosi e chiamato a garantire continuità senza rinunciare a una propria impronta. Le prossime settimane saranno quelle della transizione: Di Taranto e Mencucci lavoreranno fianco a fianco, condividendo informazioni, strategie e dossier aperti, prima del passaggio definitivo delle responsabilità.

Il retroscena: fu Mencucci a indicare Di Taranto

C’è anche un retroscena interessante nella ricostruzione degli equilibri societari bianconeri. Finora, negli ambienti vicini al club, si era parlato del ruolo dell’avvocato Emiliano Salvarezza, uomo di riferimento del nuovo presidente Mike Melby, nella scelta prima di Di Taranto e poi dello stesso Mencucci.

La ricostruzione, però, potrebbe essere diversa. Sarebbe stato proprio Mencucci, circa due anni e mezzo fa, a suggerire a Salvarezza il nome di Di Taranto per la direzione generale del Cesena. Un dettaglio che racconta molto del rapporto tra i due dirigenti, legati da stima reciproca e amicizia, e che oggi rende ancora più naturale il passaggio di consegne.

Non si tratta soltanto di una successione tecnica, dunque, ma di un percorso che nasce da una conoscenza consolidata e da una visione condivisa del lavoro. Mencucci conosce già la realtà cesenate, crede nel progetto bianconero e nella proprietà guidata da Melby. Non arriva per prendere le misure: sa già dove intervenire e quali aspetti richiederanno attenzione.

Autonomia e ambizione: Mencucci ha scelto Cesena

La condizione posta dal dirigente è chiara: piena autonomia operativa. Una richiesta considerata coerente con il suo profilo e con il peso dell’incarico che si appresta ad assumere. Per un dirigente con il suo curriculum, la possibilità di incidere sulle decisioni e di lavorare con margini di manovra adeguati rappresenta un elemento centrale.

Mencucci, del resto, aveva ricevuto altre proposte, ma ha deciso di sposare il progetto Cesena. Una scelta che conferma la volontà di investire in una realtà nella quale intravede prospettive e margini di crescita.

Adesso la priorità è accompagnare il club verso il nuovo assetto senza strappi, garantendo continuità nella gestione e preparando il terreno per la futura nomina ad amministratore delegato. L’ufficialità dovrà attendere i tempi societari, ma la sostanza è già delineata: il Cesena ha individuato il suo prossimo uomo forte. E Mencucci, ancora prima dell’investitura formale, ha già cominciato a lavorare per i bianconeri.

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