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L’incendio divampato a Lequile continua a far discutere per i possibili effetti sulla qualità dell’aria. I dati disponibili al 1° settembre mostrano un quadro in miglioramento nelle zone direttamente interessate dal rogo, ma anche valori di PM10 ancora elevati in diverse centraline della provincia di Lecce.

Secondo i dati ufficiali ARPA Puglia acquisiti tramite la rete regionale di monitoraggio, il particolato PM10 ha superato il valore giornaliero di riferimento di 50 microgrammi per metro cubo in più punti del territorio.

PM10 sopra soglia in diverse centraline

Nel dettaglio, il 1° settembre la centralina di Lecce-Libertini ha registrato 65 µg/m³ di PM10, Lecce-Garigliano 51, Galatina-Colacem 55 e Campi Salentina 53.

A Guagnano-Villa Baldassarri il dato si è fermato a 46 µg/m³, quindi sotto il valore di riferimento. In alcune altre centraline, tra cui Galatina-ITC La Porta e Arnesano-Riesci, il dato sul PM10 non risultava disponibile.

Il quadro mostra quindi una presenza ancora significativa di polveri sottili in diverse aree del leccese.

A Lequile valori in attenuazione

Lequile non dispone di una centralina fissa della rete regionale. Per questo, durante l’emergenza, ARPA ha effettuato rilevazioni con strumentazione mobile nelle zone più interessate dal fumo.

Nelle fasi più intense dell’incendio erano state registrate concentrazioni elevate di particolato nelle aree vicine all’impianto e sottovento. Successivamente, il 1° settembre, ARPA ha segnalato una progressiva attenuazione dei livelli sia a Lequile sia nell’area di Galatina.

Il dato è quindi compatibile con un miglioramento rispetto alle ore immediatamente successive al rogo.

Il ruolo delle polveri sahariane

Attribuire però tutti i valori elevati di PM10 esclusivamente all’incendio sarebbe scorretto. Negli stessi giorni, infatti, è stata segnalata anche un’intrusione di polveri sahariane sull’area pugliese. La presenza di valori elevati in più zone della provincia potrebbe quindi essere legata a una combinazione di fattori, tra cui il trasporto atmosferico di polveri e gli effetti locali dell’incendio.

Sarà necessario attendere ulteriori valutazioni per distinguere con maggiore precisione il peso dei diversi fenomeni.

NO2, benzene e SO2 su valori contenuti

Per gli altri principali inquinanti monitorati, il quadro appare più rassicurante. A Lecce-Libertini il biossido di azoto è stato misurato a 38 µg/m³, mentre a Lecce-Garigliano il dato era di 12 µg/m³. A Galatina-Colacem il valore era pari a 10 µg/m³.

Anche il benzene è rimasto su livelli contenuti: 0,5 µg/m³ a Lecce-Libertini, 0,1 a Lecce-Garigliano e 0,3 a Galatina-Colacem.

Per il biossido di zolfo, la centralina di Galatina-Colacem ha registrato 2 µg/m³.

Si attendono ancora i risultati sulle diossine

Il punto ancora aperto riguarda le analisi sui microinquinanti organici, in particolare le diossine. Questi controlli non rientrano nelle normali misurazioni giornaliere delle centraline e richiedono campionamenti specifici e tempi di laboratorio più lunghi. Fino alla pubblicazione di questi risultati, non è quindi possibile considerare chiuso il quadro ambientale legato all’incendio.

Il monitoraggio prosegue e i prossimi dati saranno utili per capire se il calo del particolato registrato nelle ultime ore sarà confermato anche nei giorni successivi.

Nota sui dati
I valori riportati derivano dai dati disponibili al momento della pubblicazione e possono essere soggetti a successive revisioni o correzioni da parte degli enti competenti. Pur prestando la massima attenzione nella lettura delle fonti ufficiali, non si può escludere la possibilità di errori materiali, di trascrizione o di interpretazione dei dati. In caso di errori, incongruenze, precisazioni o aggiornamenti, è possibile inviare una segnalazione alla redazione all’indirizzo [email protected].
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