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Si è concluso da pochi giorni lo scontro diretto tra Lecce e Cremonese che ha visto i salentini imporsi con il risultato di due a uno. Nei lombardi, oltre a Baschirotto (infortunato) Pezzella e Luperto, nella finestra di mercato di gennaio anche Maleh ha raggiunto gli ex giallorossi alla corte di Nicola, con la formula del prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni.

Durante la coabitazione a Lecce abbiamo letto sin troppo spesso i rimpianti di alcuni tifosi per la cessione dell'italo-marocchino alla Cremonese. Probabilmente il momento è stato “politicamente” sbagliato per portare a termine l’operazione, ma la volontà del calciatore ha prevalso: d’altronde sono pochi i club che decidono di trattenere un atleta scontento e desideroso di andare via.

Allo stesso modo, però, Maleh a Lecce non sarebbe stato titolare, perché i ruoli a centrocampo erano già coperti. Inoltre non possiede le caratteristiche per giocare al posto di Gandelman (o Berisha), cioè da trequartista dietro la punta nel 4-2-3-1 proposto da Di Francesco. I due ruoli davanti alla difesa, più congeniali alle sue capacità, erano infatti occupati da Ramadani e Coulibaly.

Ma quali sono le differenze tra i due?

I due hanno in comune un aspetto: sono entrambi centrocampisti difensivi. Ramadani è più un mediano puro, mentre Maleh rende meglio da mezz'ala tattica. L’ex Cremonese può comunque essere impiegato anche in un centrocampo a due davanti alla difesa, così come l’albanese.

Ramadani ha dalla sua l'attitudine a recuperare una grande quantità di palloni: è generoso e sempre pronto ad aiutare il compagno in difficoltà. Tatticamente è prezioso perché ha una “gamba” che gli consente di coprire una porzione molto ampia di campo, andando spesso a occupare gli spazi lasciati liberi dai compagni proiettati in avanti. Nonostante il suo ruolo lo tenga normalmente lontano dall’area di rigore avversaria (nel Lecce è infatti Coulibaly ad avere le qualità per inserirsi) la sua generosità lo porta comunque a spingersi in avanti, talvolta anche alla conclusione.

Di contro, i suoi limiti emergono nella frenesia che talvolta lo pervade nella gestione del pallone, soprattutto se è pressato. Quando la squadra è sotto nel punteggio tende a voler strafare e questo può farlo apparire tecnicamente inadeguato o poco lucido nella gestione di alcune situazioni. È valido nei duelli, ma paga qualcosa dal punto di vista della stazza quando si trova di fronte avversari fisicamente più strutturati.

Maleh, invece, è un centrocampista più di posizione: tatticamente ordinato, abbastanza pulito negli interventi e difficilmente perdente nei duelli. È dotato di un discreto piede sinistro che gli consente di essere più preciso nella gestione del pallone. Non possiede però la dinamicità di Ramadani, né la stessa generosità o capacità di corsa. Raramente lo si vede nell’area di rigore avversaria a tentare la conclusione e anche lui paga una struttura fisica che può metterlo in difficoltà contro avversari più “pesanti”.

I due possono coesistere e, all’occorrenza, anche essere l’alternativa l’uno dell’altro. Nel computo generale, però, il giallorosso appare attualmente più congeniale alle necessità del Lecce, sia per interpretazione del ruolo sia per personalità ed esperienza internazionale. E per attaccamento alla maglia.

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