Alexis Blin vs Lecce: la prima volta da avversari non si scorda mai
Ci sono squadre contro le quali definirsi avversari è difficile, tanto è il legame che si è creato nel periodo di permanenza
Ci sono squadre contro le quali definirsi avversari è difficile, tanto è il legame che si è creato nel periodo di permanenza. Non è solo calcio, una maglia e due colori. È la tifoseria, lo stadio, le persone che restano in quel posto insieme ai ricordi ed agli obiettivi raggiunti.
Non è una semplice sfida
Per questo motivo la sfida di domani tra Palermo e Lecce, valevole per i trentaduesimi di Coppa Italia, non è una semplice gara per Alexis Blin, centrocampista francese di proprietà del club rosanero. Lui a Lecce ha lasciato un pezzo di cuore e dal Salento non sarebbe mai andato via se non costretto dalle dinamiche di un calciomercato che non concede spazio ai sentimenti.
Il classe 1996 ha vestito la maglia del club salentino 97 volte, più di qualunque altra nella sua carriera. Nella sua esperienza con la compagine giallorossa ha avuto anche l’onore ed il merito di indossare la fascia di capitano, rappresentando un intero popolo. Alexis nel Lecce ha giocato un po’ ovunque. Mezz’ala, mediano, regista di un centrocampo a due e persino difensore centrale nelle situazioni di emergenza ed a partita in corso.
È stato il jolly per tre stagioni consecutive. Prima di Marco Baroni e poi di Roberto D’Aversa e Luca Gotti, che ad un certo punto della stagione si rendevano conto di lui e della sua insostituibilità in mezzo al campo. Duttile, generoso, instancabile ed arcigno. Lo potremmo definire con questi aggettivi, che rappresentano al meglio il suo stile di gioco. Blin non è un giocatore che ruba l'occhio, ma è sempre presente, sempre lì nel mezzo a contendere la sfera agli avversari.

Un altro obiettivo
Dopo la promozione con il Lecce e le due salvezze di fila, Blin ha sposato il progetto rosanero per riportare anche il Palermo in alto, di nuovo in Serie A. Nelle prime due stagioni non ha trovato tanto spazio, disputando 38 partite in totale, ed anche quest’anno la concorrenza è folta in quel reparto. Uno come lui, però, è sempre utile, sia in campo che fuori. Il francese, infatti, è un leader silenzioso, che dimostra il suo carattere e la sua costanza attraverso gli allenamenti.
Domani sarà la prima volta da avversario del suo Lecce. Fino ad oggi non c’è stata mai occasione ma, giocando in Italia, prima o poi doveva succedere. E sarà speciale, diverso, strano. È proprio vero, la prima volta da avversari non si scorda mai.

