Hjulmand, l’ex Lecce uomo del prossimo mercato: clausola mostruosa dello Sporting
Il centrocampista dello Sporting piace in Premier, ma l’agente frena: “È felice qui”. Futuro ancora tutto da scrivere.
Il mercato si muove, anche quando le parole frenano. E dietro un sorriso può nascondersi molto più di quanto si dica. È il caso di Morten Hjulmand, ex faro del Lecce e oggi colonna dello Sporting, finito al centro di nuove voci di mercato.
A gettare benzina su un fuoco mai davvero spento è stato il suo agente, Ivan Marko Benes, che alla domanda su un possibile approdo in Premier League ha risposto con un enigmatico: “Vuole venire in Inghilterra? Non posso dirlo, davvero”. Parole accompagnate da un sorriso che, più che chiudere, sembrano lasciare uno spiraglio.
Clausola mostruosa
Il contratto parla chiaro: Hjulmand è legato allo Sporting fino al 2028. Ma nel calcio moderno, si sa, le clausole raccontano spesso un’altra verità. Secondo i media portoghesi, nel suo accordo ci sarebbe una clausola rescissoria da 80 milioni di euro: una cifra importante, ma non proibitiva per i club inglesi a caccia di un centrocampista completo, fisico e con visione.
Eppure, quando si entra nel vivo delle trattative, il muro resta alto. “Non posso dire niente di questo. Se vuole lasciare lo Sporting quest’estate? Non ne voglio parlare”, ha ribadito Benes, mantenendo una linea prudente e blindata. Nessuna apertura ufficiale, nessuna conferma.

Benes: “E' felice allo Sporting”
Ma tra le pieghe del discorso emerge anche un’altra verità. Più personale, più autentica: “Chi conosce Hjulmand sa che ama il club, la città, il Portogallo. È tutto fantastico per lui”. Tradotto: il danese sta bene dov’è, è leader tecnico e ambientale, e non ha fretta di cambiare.
Il finale, però, resta sospeso. Perché nel calcio le certezze durano poco e le tentazioni arrivano in fretta. “Non voglio commentare offerte o speculazioni. Posso solo dire che è felice qui”, chiude l’agente. Una frase che suona come una rassicurazione, ma che non basta a spegnere i riflettori.
D’altronde, quando la Premier chiama, è difficile non ascoltare. Anche se, per ora, Hjulmand continua a guardare Lisbona.




