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Le polpette di pane salentine sono una preparazione domestica che recupera il pane raffermo e lo trasforma in bocconi dorati, con uova, formaggio, aglio e prezzemolo. Si possono servire appena fritte oppure completare con una breve cottura nel sugo di pomodoro. È una ricetta della cucina di recupero diffusa anche nel resto della Puglia, con varianti familiari nelle dosi e nel condimento.

Polpette di pane salentine: ingredienti per quattro persone

  • 350 g di mollica di pane casereccio raffermo;
  • 150-200 ml di latte, da aggiungere gradualmente;
  • 2 uova medie;
  • 80 g di pecorino grattugiato;
  • 1 spicchio d’aglio piccolo, facoltativo;
  • prezzemolo fresco tritato;
  • pepe e poco sale, tenendo conto del formaggio;
  • olio adatto alla frittura, quanto basta.

Per la variante al sugo: 500 g di passata di pomodoro, 2 cucchiai di olio extravergine, mezza cipolla e qualche foglia di basilico. Le dosi sono un adattamento casalingo per ottenere circa 16-20 polpette, secondo la dimensione.

Tempi indicativi: 20 minuti per preparare l’impasto, 10-15 minuti per friggere in più riprese; altri 20-25 minuti per il sugo, se previsto.

Come preparare le polpette di pane passo dopo passo

Ammorbidire il pane

Eliminate soltanto le parti di crosta troppo dure, se necessario, e spezzettate la mollica in una ciotola. Bagnatela con parte del latte e lasciatela ammorbidire per alcuni minuti. Strizzatela bene: il pane deve risultare umido ma non gocciolante. La quantità di latte cambia in base al tipo di pane e a quanto è secco.

Preparare l’impasto

Aggiungete le uova, il pecorino, il prezzemolo e, se gradito, l’aglio tritato finemente. Mescolate fino a ottenere un composto che si possa modellare. Se è troppo morbido, lasciatelo riposare qualche minuto: spesso il pane assorbe ancora umidità. Evitate di aggiungere subito altro liquido.

Formare e friggere

Con le mani leggermente inumidite formate polpette di dimensioni simili. Scaldate l’olio in un tegame non troppo largo e friggetene poche alla volta, girandole con delicatezza fino a doratura uniforme. L’olio deve essere sufficientemente caldo per formare la crosta, senza bruciarla prima che l’interno sia cotto. Scolate su carta da cucina e servite calde.

La variante delle polpette di pane al sugo

Fate appassire la cipolla in olio extravergine, aggiungete la passata e lasciate sobbollire per circa 20 minuti. Unite il basilico verso fine cottura. Sistemate le polpette già fritte nel sugo e fatele insaporire per alcuni minuti a fiamma bassa, senza mescolare energicamente: il pane assorbe il pomodoro e può rompersi se viene lavorato troppo.

La variante al sugo è attestata anche in una ricetta domestica dell’area salentina; non è però l’unica forma tradizionale del piatto. La versione fritta, senza pomodoro, mantiene una crosta più croccante.

Perché si usava il pane raffermo

Nella cucina contadina salentina il pane avanzato non era considerato un ingrediente da scartare. Poteva diventare la base di un secondo economico o di un antipasto, insieme agli alimenti già presenti in dispensa. Lo stesso principio di recupero si ritrova nei muersi salentini con pane fritto, ceci e verdure, pur trattandosi di una preparazione differente.

Tre errori da evitare

Troppo latte: l’impasto perde consistenza e le polpette possono aprirsi in cottura. Forme di dimensioni diverse: i tempi di frittura diventano irregolari. Sugo troppo liquido: le polpette già cotte si sfaldano più facilmente. Conviene regolare l’umidità prima della formatura e lasciare il pomodoro leggermente denso.

Conservazione e varianti

Le polpette cotte vanno fatte raffreddare rapidamente e conservate in frigorifero, in un contenitore chiuso, consumandole entro uno o due giorni e riscaldandole completamente. La frittura appena fatta resta preferibile per la consistenza. Per una versione senza latte si può ammorbidire il pane con poca acqua; l’effetto sulla morbidezza può essere diverso.

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