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La mostarda d'uva salentina è una conserva d'autunno preparata con uva locale, zucchero e cotogna. Nell'Atlante dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Puglia compare con il nome mostarda, detta anche mustarda o purè, e con area di origine nella provincia di Lecce. Non è la mostarda piccante con senape diffusa in altre regioni: questa preparazione ha la consistenza di una confettura densa e un sapore agrodolce.

Mostarda d'uva salentina: ingredienti

Per una preparazione domestica basata sulla scheda tradizionale pugliese:

  • 1 kg di uva da vino locale, per esempio Negroamaro o Malvasia;
  • 200 g di zucchero;
  • 1 mela cotogna;
  • cannella e chiodi di garofano in quantità moderata, facoltativi.

Le dosi sono una trasposizione casalinga del rapporto di zucchero indicato dalla scheda PAT: 200 grammi per ogni chilogrammo di uva. La resa finale varia molto con la quantità di succo e la durata della cottura.

Come preparare la mostarda d'uva

  1. Preparare l'uva. Lavare i grappoli, staccare gli acini ed eliminare i raspi e quelli deteriorati.
  2. Prima cottura. Trasferire gli acini in una pentola capiente e farli sobbollire a fuoco moderato, mescolando finché si ammorbidiscono e rilasciano il succo.
  3. Separare bucce e semi. Passare il composto attraverso un passaverdure o un setaccio adatto, raccogliendo la polpa e il succo. Non usare un frullatore che frantumi i vinaccioli.
  4. Aggiungere gli altri ingredienti. Rimettere il passato sul fuoco, unire lo zucchero e la cotogna sbucciata, privata del torsolo e tagliata a pezzetti.
  5. Ridurre lentamente. Proseguire la cottura mescolando spesso, soprattutto verso la fine, finché il composto assume la densità di una confettura. Non esiste un tempo identico per tutte le uve.
  6. Completare. Se gradite, aggiungere piccole quantità di cannella e chiodi di garofano; lasciare raffreddare e trasferire in un contenitore alimentare pulito.

Quale uva si usa nella tradizione leccese

L'Atlante PAT della Puglia cita soprattutto Negroamaro e Malvasia, bianca o nera. Non prescrive un unico vitigno: il carattere della mostarda cambia con l'uva impiegata e con la riduzione del mosto. La cotogna contribuisce alla consistenza e all'aroma.

Come servirla e conservarla in sicurezza

La mostarda si può gustare in piccole quantità come accompagnamento di pane o dolci casalinghi. Per una preparazione domestica priva di una procedura di conserva validata, è prudente conservarla in frigorifero e consumarla in tempi brevi. La sola bollitura o il riempimento di vasetti caldi non garantiscono la sicurezza di una conserva da tenere a temperatura ambiente. Per stoccaggi prolungati servono ricette e procedure di trattamento termico validate.

Una ricetta della vendemmia salentina

Il periodo di produzione registrato nell'Atlante è l'autunno. La mostarda nasce dalla disponibilità di uva dopo la vendemmia e dalle tecniche familiari di trasformazione. Chi vuole approfondire altre preparazioni della cucina locale può leggere anche la ricetta della cotognata leccese, un'altra conserva legata ai frutti di stagione.

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