Ingrosso: "Tre punti pesantissimi e porta inviolata, ma c'è una nota negativa"
Il consueto Ragguaglio dell'ex difensore sulla partita vinta dai giallorossi contro l'Udinese
L'ex difensore giallorosso Egidio Ingrosso, oggi opinionista di Telerama, ha commentato la vittoria del Lecce sul campo dell'Udinese per 0 a 3 con il suo consueto Ragguaglio.
Una partita delicata per entrambe
Era una partita delicata per entrambe le squadre, una di quelle nelle quali il margine di errore è praticamente inesistente. Il Lecce l’ha interpretata nella maniera migliore, con aggressività, organizzazione e grande determinazione. L’Udinese, al contrario, ha sbagliato tanto, mostrando limiti evidenti sia nell’atteggiamento sia nella gestione delle diverse fasi di gioco. La differenza si è vista immediatamente, soprattutto nella fase di non possesso dei giallorossi.
I meriti del Lecce
Guebbels, Fatah e N’Dri hanno portato una pressione alta, continua e coordinata sui tre difensori friulani, togliendo sistematicamente le linee di passaggio più semplici e impedendo all’Udinese di sviluppare il primo palleggio. È stato proprio questo uno degli aspetti tattici determinanti della gara. I difensori avversari sono apparsi lenti e impacciati, incapaci di trovare soluzioni pulite per uscire dalla pressione.
Il Lecce ha avuto il merito di riconoscere immediatamente questa difficoltà, aggredendo ogni situazione e costringendo i friulani a giocare continuamente in affanno. Ma la superiorità giallorossa non si è limitata alla prima pressione. In mezzo al campo ho visto una squadra dominante, capace di vincere contrasti, recuperare seconde palle e mantenere costantemente il controllo delle situazioni.
Su Ngom, Kaba, Veiga e Gallo
Su tutti mi è piaciuto Ngom, protagonista di una prestazione di grande sostanza, intensità e personalità. Positivo anche l’ingresso di Kaba, che ha contribuito a mantenere equilibrio e presenza fisica nella zona centrale del campo.
Un altro elemento che merita attenzione è il lavoro dei due terzini, Danilo Veiga e Gallo. Entrambi hanno interpretato molto bene la fase difensiva, accorciando con puntualità sugli esterni avversari e togliendo loro lo spazio necessario per sviluppare la manovra. Vojvoda e Kamara sono stati spesso costretti ad abbassarsi, perdendo quella capacità di spinta che avrebbe dovuto rappresentare una delle principali armi offensive dell’Udinese.
Questo atteggiamento ha permesso al Lecce di mantenere la squadra corta e compatta, senza concedere quelle distanze tra i reparti che in altre occasioni avevano creato problemi. Ho visto attenzione nelle coperture, disponibilità al sacrificio e soprattutto la capacità di leggere correttamente le situazioni, sapendo quando aggredire e quando invece chiudersi per poi ripartire.
Le transizioni offensive sono state infatti un’altra chiave importante della partita. Il Lecce ha recuperato tanti palloni e in diverse circostanze è riuscito a trasformare rapidamente la fase difensiva in quella offensiva, sfruttando gli spazi lasciati da un’Udinese completamente slegata tra i reparti.
I demeriti dell'Udinese
E qui voglio sottolineare un aspetto: i meriti del Lecce sono indiscutibili, ma bisogna anche riconoscere i grandi demeriti dell’avversario. Ho visto un’Udinese in enorme difficoltà, senza collegamenti tra difesa, centrocampo e attacco, incapace di reagire all’aggressività giallorossa. Una squadra che in alcuni momenti ha sfiorato davvero l’imbarazzante.
La partita di N'Dri ed il gol di Siebert
Tra le individualità voglio evidenziare la prestazione di N’Dri, autentica spina nel fianco della difesa friulana. La sua velocità, la capacità di attaccare gli spazi e la continua ricerca della profondità hanno creato problemi costanti agli avversari. E poi c’è il gol di Siebert, una giocata di pregevole fattura che merita una menzione particolare. Dopo un anticipo difensivo, ha avuto la personalità di portare palla per diversi metri, accompagnando la propria progressione fino alla conclusione di esterno destro. Una rete bellissima, per esecuzione tecnica e determinazione, che dimostra quanto possa essere importante avere giocatori capaci di interpretare con coraggio anche situazioni non abituali per il proprio ruolo.
La nota negativa
Nonostante il risultato rotondo, però, non voglio trascurare quella che considero l’unica vera nota negativa della prestazione: la scarsa concretezza sotto porta di alcuni attaccanti. Mi riferisco soprattutto a Guebbels, che ha avuto diverse occasioni importanti, trovandosi anche a tu per tu con il portiere senza riuscire a concretizzare. Da un attaccante con le sue caratteristiche è lecito aspettarsi maggiore freddezza e precisione negli ultimi metri. In altre partite, contro avversari più organizzati e qualitativamente superiori, certi errori rischiano di pesare moltissimo. È vero che la fase offensiva è una responsabilità collettiva, come ho sempre sostenuto, ma quando la squadra costruisce occasioni così favorevoli, il centravanti deve avere la lucidità di trasformarle in gol. È un aspetto sul quale bisogna continuare a lavorare, senza lasciarsi condizionare dall’entusiasmo della vittoria.
Il clean sheet
C’è poi un altro dato che considero particolarmente significativo: la porta inviolata. Il clean sheet di Falcone non rappresenta soltanto una soddisfazione statistica, ma un segnale importante per la crescita della mentalità difensiva della squadra. Non subire gol significa consolidare fiducia, aumentare la sicurezza del reparto arretrato e rafforzare quella consapevolezza collettiva che deve accompagnare una formazione impegnata nella lotta per la salvezza.
Tre punti d'oro
Questi tre punti sono oro per la classifica, ma soprattutto per ciò che possono rappresentare dal punto di vista mentale. Vincere una partita in questa maniera significa acquisire fiducia, coraggio e la convinzione di poter imporre il proprio gioco quando si interpretano correttamente le situazioni. Adesso, però, bisogna essere bravi a non fermarsi all’entusiasmo del risultato. Il campionato richiede continuità e la prossima sfida contro la Juventus rappresenterà un banco di prova completamente diverso.
La prossima gara contro la Juventus
Personalmente mi auguro di vedere un Lecce ancora più coraggioso, capace di affrontare una grande squadra senza eccessivi timori reverenziali. Dopo una vittoria del genere, i giallorossi devono sentirsi più liberi mentalmente, consapevoli di poter giocare la propria partita anche contro avversari tecnicamente superiori. Prima o poi mi aspetto una prestazione davvero importante contro una big. Una di quelle partite nelle quali, al di là del risultato, riesci a dimostrare personalità, organizzazione e la capacità di mettere in difficoltà anche chi sulla carta parte favorito.
Le conclusioni di Ingrosso
Il mio giudizio è positivo, ma senza perdere il senso della misura. Il Lecce ha fatto una grande partita contro un’Udinese che ha mostrato enormi difficoltà. Ora bisogna trasformare questa vittoria in un punto di partenza, non in un traguardo. Tre punti pesantissimi, una porta inviolata e una squadra che può guardare al prossimo impegno con maggiore fiducia. Adesso testa, cuore e gambe verso la Juventus. Perché la salvezza si costruisce con i punti, ma anche con la mentalità. E questa vittoria deve servire soprattutto a rafforzarla.💛❤️




