Krstovic torna a Lecce: stagione tra conferme e limiti
L’attaccante ceduto all’Atalanta per 25 milioni mantiene il suo punto di forza: i tiri. Ma manca ancora cinismo
Nikola Krstović torna al Via del Mare da avversario dopo la cessione estiva che lo ha portato all’Atalanta per 25 milioni di euro. Un ritorno che inevitabilmente riaccende il dibattito su quello che è stato e su quello che sta diventando l’attaccante montenegrino, protagonista di una stagione che conferma alcune certezze ma evidenzia anche margini di miglioramento.
Dopo l’addio al Lecce, arrivato subito dopo l’ultima presenza in Coppa Italia con gol contro la Juve Stabia, Krstović ha trovato continuità in una realtà più strutturata come quella bergamasca. I numeri raccontano una stagione solida: 26 presenze in Serie A, 8 gol e 4 assist, con un totale di 1240 minuti giocati. A questi si aggiungono le apparizioni tra Champions League e Coppa Italia, per un totale complessivo di 10 reti stagionali.
Il dato più interessante, però, resta quello legato al volume di gioco offensivo. Già nella scorsa stagione Krstović era tra gli attaccanti che tiravano di più in Europa, e anche quest’anno ha mantenuto questa caratteristica: 2,8 tiri a partita e 1,0 nello specchio, numeri che confermano una costante presenza in zona offensiva e una forte propensione alla conclusione.
Accanto a questo, emergono però anche alcuni limiti. Gli 8 gol a fronte di un valore di expected goals pari a 10,20 raccontano una fase realizzativa non sempre efficace, così come le 8 grandi occasioni mancate. La percentuale realizzativa dell’11% evidenzia come il volume di tiri non si traduca sempre in concretezza.
Resta comunque un attaccante moderno, coinvolto anche nella manovra, come dimostrano i 4 assist e i 4 passaggi chiave totali, oltre a una presenza costante nei duelli offensivi. La sua heatmap conferma una mobilità importante su tutto il fronte d’attacco, con una tendenza a muoversi anche fuori dall’area per partecipare alla costruzione.
Il ritorno al Via del Mare rappresenta quindi un incrocio significativo, non solo dal punto di vista emotivo ma anche tecnico. Krstović arriva da una stagione di crescita, in cui ha confermato il suo principale punto di forza — la capacità di arrivare spesso al tiro — ma deve ancora compiere un salto in termini di cinismo sotto porta.
Un profilo che, a distanza di pochi mesi dalla cessione, continua a far discutere: tra chi rimpiange la sua partenza e chi osserva con attenzione la sua evoluzione in un contesto più competitivo.



