Epatite A e cozze contaminate, l'esperto rivenditore leccese avverte: «Scegliete la pescheria di fiducia»
Dopo il focolaio di Napoli con oltre 70 ricoveri e i casi nel Lazio, Francesco Strusi, rivenditore di prodotti ittici a Lecce da 15 anni, spiega come funziona la filiera corretta della depurazione dei frutti di mare
Un focolaio di epatite A ha colpito Napoli con oltre 70 ricoveri, e casi di infezione sono stati segnalati anche nel Lazio. A seguito dell'aumento dei contagi causati dal virus Hav, la Procura e il Nas di Napoli hanno avviato un'indagine sulla vendita di frutti di mare contaminati. Il reato ipotizzato dagli inquirenti, contro ignoti, è quello di commercio e detenzione per la vendita o distribuzione di alimenti pericolosi per la salute.
Secondo gli investigatori, non è escluso che siano state messe in vendita cozze nostrane mischiate con partite dello stesso prodotto acquistato all'estero e risultato contaminato.
L'allerta si è estesa anche al basso Lazio, dove i carabinieri del Nas sono stati delegati dalla Procura ad effettuare accertamenti. Nella zona di Terracina sarebbero stati venduti e consumati frutti di mare, in particolare cozze, provenienti da Bacoli, nel Napoletano, che avrebbero determinato nuovi casi di epatite A.
Sul tema interviene Francesco Strusi, rivenditore di prodotti ittici a Lecce da 15 anni con L'Ostrica Ubriaca e specializzato nella vendita di frutti di mare stoccati e depurati direttamente nel suo punto vendita.
Il problema, secondo l'esperto leccese, risiede nel salto di passaggi fondamentali che hanno un costo preciso e che incidono direttamente sul prezzo finale del prodotto. «Sono stati saltati dei passaggi che hanno un costo, ma questi passaggi di depurazione servono per la sicurezza alimentare», sottolinea sul profilo social dell'attività.
Strusi illustra anche la filiera corretta che ogni frutto di mare dovrebbe seguire prima di arrivare in tavola. «Se le cozze sono pescate in Zona A possono essere commercializzate direttamente dopo averle pescate. Generalmente però le cozze hanno bisogno di essere depurate in un centro depurazione molluschi. Da qui finiscono in un centro di spedizione molluschi, come L'Ostrica Ubriaca, qui vengono ancora depurate e mantenute a temperatura controllata. Infine quando viene lavorato o sgusciato deve essere tenuto in un impianto di depurazione con acqua depurata».
Un consiglio finale, diretto ai consumatori: «Per difendervi da queste situazioni bisogna selezionare la pescheria di fiducia, dove sapete che il prodotto viene conservato e trattato secondo criteri di legge», conclude Strusi.

