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L’Atalanta vola agli ottavi di Champions League ribaltando il risultato dell’andata e superando il Borussia Dortmund per 4-1 al termine di una notte intensa alla New Balance Arena. Un successo costruito con qualità, determinazione e spirito di sacrificio, incarnato nell’ultimo episodio che ha segnato l’incontro.

La squadra di Palladino– trascinata dalle reti di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e dal rigore nel recupero – ha ribaltato il parziale complessivo e chiuso i conti nel finale, tornando tra le migliori sedici d’Europa dopo cinque anni.

Protagonista inatteso dell’epilogo è stato Nikola Krstovic. L’attaccante montenegrino, subentrato al 72’ al posto di Scamacca, non ha trovato il gol ma ha inciso in maniera determinante sull’azione che ha chiuso definitivamente la partita.

Nei secondi finali, su un traversone di Pasalic, Kobel è fuori posizione. Sul pallone si avventano Krstovic e Bensebaini: il difensore algerino interviene in maniera scomposta, colpendo con la suola il volto dell’ex Lecce. L’arbitro inizialmente lascia correre nonostante il montenegrino resti a terra sanguinante. È il VAR a richiamare l’attenzione: calcio di rigore ed espulsione inevitabile.

Un episodio che fotografa la serata della Dea: intensità, determinazione e disponibilità al sacrificio. Krstovic non ha segnato, ma ha messo il volto – letteralmente – su un pallone pesante, garantendo alla sua squadra l’ultima occasione per blindare la qualificazione.

Il gesto dell’ex attaccante giallorosso diventa simbolo di una squadra pronta a buttarsi sul fuoco per raggiungere l’obiettivo. L’Atalanta torna così agli ottavi di Champions League, chiudendo una rimonta che resterà nella memoria dei suoi tifosi.

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