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David Di Michele non ha dimenticato Lecce. A distanza di anni dalla sua esperienza con la maglia giallorossa, l'ex attaccante continua a seguire la squadra e a considerare il Salento una seconda casa. Lo racconta in un'intervista firmata da Lorenzo Giliberti per il Corriere del Mezzogiorno, nella quale ripercorre il rapporto con i tifosi, l'addio al club e il presente di Eusebio Di Francesco.

Oggi allenatore, dopo aver guidato anche l'Ugento in Eccellenza, Di Michele allarga il ragionamento alla crisi del calcio italiano e a una questione che considera centrale: la capacità di formare nuovi talenti senza trasformare i campionati giovanili in una corsa esasperata al risultato.

Di Michele e l'amore per Lecce: «La cosa più bella è la gente»

Quando gli viene chiesto che cosa ricordi con maggiore dolcezza dei suoi anni al Lecce, Di Michele non indica una partita o una rete decisiva. Al primo posto mette il rapporto umano costruito con la tifoseria: «La cosa più bella è l'amore della gente».

L'ex attaccante racconta di aver ricevuto dalla città un riconoscimento che, con il passare degli anni, ha assunto un peso persino maggiore dei risultati sportivi. La parentesi salentina gli ha lasciato un legame che resiste al tempo e alle vicende della carriera.

Accanto ai ricordi positivi resta però l'amarezza per la retrocessione e per il mancato proseguimento della sua avventura in giallorosso. Di Michele torna sulla separazione dal Lecce ai tempi della famiglia Tesoro e contesta la ricostruzione secondo cui avrebbe avanzato richieste economiche eccessive. Nella sua versione, avrebbe voluto concludere la carriera proprio nel Salento, completando un'esperienza che giudica tra le più significative della sua vita professionale.

La fiducia in Di Francesco: «Credo nella salvezza del Lecce»

Lo sguardo si sposta poi sul Lecce di Eusebio Di Francesco, allenatore che Di Michele aveva già conosciuto nel corso della propria carriera giallorossa. Il giudizio sul tecnico è positivo: lo ricorda giovane, ma già capace di distinguersi per le idee e per le qualità personali, e ne sottolinea la crescita professionale.

La stagione, secondo l'ex attaccante, sarà comunque complicata. Di Michele osserva che alcune concorrenti si sono rinforzate e che la rosa del Lecce, a suo parere, ha perso qualcosa rispetto al passato. Nonostante questo continua a riporre fiducia nel lavoro dell'allenatore, anche alla luce di quanto dimostrato nella precedente annata.

Un altro motivo di vicinanza è la presenza nello staff di Gian Piero Pinzi, che Di Michele definisce un amico. «Lecce per me resta una seconda casa», ribadisce, esprimendo la convinzione che i giallorossi possano ancora raggiungere la salvezza.

La lettura è particolarmente interessante alla vigilia di Lecce-Bologna, una sfida in cui anche i numeri di Falcone possono fare la differenza: in una stagione nella quale ogni punto conta, il lavoro tecnico e la tenuta della squadra saranno determinanti.

Il rigore parato a Vucinic e l'esperienza all'Ugento

Fra gli episodi ricordati nell'intervista c'è anche il rigore parato a Mirko Vucinic in Coppa Italia nel 2005, quando Di Michele non vestiva ancora la maglia del Lecce. Un particolare rimasto nella memoria di diversi tifosi e riaffiorato quando, anni dopo, arrivò in Salento grazie a Luigi De Canio.

Di Michele racconta che al momento del suo arrivo c'era anche chi nutriva dubbi sul suo carattere, sulla scia di racconti relativi alla sua precedente esperienza a Torino. Il periodo in giallorosso, però, gli ha permesso di costruire un rapporto diverso con l'ambiente e con la città.

Il legame con il Salento è proseguito anche dopo il ritiro, attraverso la panchina dell'Ugento. Da allenatore ha conosciuto un'Eccellenza pugliese più impegnativa di quanto immaginasse, rimanendo colpito dalla qualità di alcuni calciatori e dalla passione che circonda le squadre del territorio.

Di Michele e la crisi del calcio giovanile: «Permettiamo ai ragazzi di sbagliare»

Il passaggio più ampio dell'intervista riguarda la difficoltà del calcio italiano nel produrre nuovi giocatori di alto livello. Di Michele indica come riferimenti Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Antonio Di Natale e Vincenzo Iaquinta, sottolineando che il movimento deve tornare a valorizzare i talenti e non soltanto a inseguire risultati immediati.

Per l'ex attaccante, l'errore deve essere parte del percorso di crescita. Tra i 15 e i 17 anni, sostiene, i ragazzi hanno bisogno di occasioni per imparare, correggersi e sviluppare personalità. Misurare il successo dei settori giovanili quasi esclusivamente attraverso le vittorie rischia invece di mettere in secondo piano il compito più importante.

La vera affermazione di un vivaio, nella sua visione, non coincide necessariamente con uno scudetto Under 15: è riuscire ad accompagnare un giovane fino al professionismo. Una riflessione che investe società, tecnici e dirigenti, chiamati a costruire un ambiente formativo nel quale la pazienza conti quanto la ricerca del risultato.

Le regole sui giovani e ciò che cambia diventando allenatore

Di Michele esprime perplessità anche sulle norme che impongono l'utilizzo dei giovani soltanto in base all'età. Un principio pensato per offrire opportunità, ma che può diventare una forzatura quando prescinde dalle qualità e dalla crescita effettiva del calciatore. Per questo chiede percorsi guidati da persone competenti, capaci di lavorare sul carattere oltre che sulla tecnica.

L'esperienza da allenatore gli ha inoltre cambiato prospettiva sui rapporti nello spogliatoio. Da calciatore, osserva, si tende a guardare soprattutto alla propria situazione; dalla panchina bisogna invece comprendere e gestire molte sensibilità differenti. La credibilità di un tecnico passa dalla sincerità, anche quando le decisioni rischiano di non piacere.

Le parole raccolte da Lorenzo Giliberti restituiscono così due immagini di Di Michele: quella dell'ex calciatore rimasto legato a Lecce e quella dell'allenatore che guarda al futuro del movimento. Con un punto fermo che non cambia: il suo rapporto con il Salento e con la tifoseria giallorossa.

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