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Le parole di Eusebio Di Francesco dopo Lecce-Parma non cercano attenuanti e non alleggeriscono il peso di una sconfitta che brucia. Il 2-1 casalingo, maturato dopo una gara a lungo controllata e poi scivolata via tra errori ed espulsioni, viene letto dall’allenatore come un’occasione persa più che come un limite strutturale.

Eusebio Di Francesco parte dalle scelte e dal momento chiave della gara, spiegando il cambio di Stulic: “Ci sono momenti in cui non hai altre soluzioni. Dovevamo dare ampiezza alla squadra”. L’idea era chiara: “N’Dri poteva darci freschezza per ripartire, Stulic a campo aperto avrebbe avuto meno possibilità”. Poi il racconto si fa più diretto e personale. “Oggi mi girano, ci siamo fatti male da soli”, ammette, sottolineando come “per 55 minuti c’è stata una sola squadra in campo, il Parma non sapeva come riprendere la partita”.

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Il rammarico cresce sugli episodi. “Abbiamo preso gol su un’autorete”, poi “su corner sull’unico uomo che era marcato”. Situazioni che, secondo Di Francesco, hanno ribaltato il senso della gara: “Invece di prendere i complimenti per come l’hai preparata, prendi le critiche per come l’hai gestita”. Senza negare che “abbiamo avuto anche opportunità per raddoppiare”.

Sulle espulsioni il tecnico è asciutto. Alla domanda su Banda risponde: “No, non c’è niente da dire”. Più articolato il giudizio su Gaspar: “Ci deve servire da insegnamento. Bisogna combattere ma stando dentro determinate regole per non farsi male da soli. Ci sono ingenuità che non vanno commesse”.

La chiusura è tutta responsabilità e reazione. “Facciamo un bel respiro grande… ci siamo tolti qualcosa da soli e adesso dobbiamo andare a riprendercela da soli”. Senza alibi: “Vedo più demeriti nostri che meriti del Parma”. Un messaggio duro, ma chiaro, da cui il Lecce è chiamato a ripartire.

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