Ingrosso dopo il ko col Bologna: "Intensità e volontà non sempre compensano i limiti tecnici"
Il consueto Ragguaglio dell'ex difensore sulla partita casalinga persa dai giallorossi
L'ex difensore giallorosso Egidio Ingrosso, oggi opinionista di Telerama, ha commentato la sconfitta per 2-1 del Lecce contro il Bologna con il suo consueto Ragguaglio.
Il commento
Una partita dai due volti. Un Lecce compassato e poco incisivo nel primo tempo, decisamente più intraprendente e determinato nella ripresa. Ma alla fine a fare la differenza è stata la qualità degli interpreti. Nei primi quindici minuti, fino al vantaggio di Orsolini, il Lecce aveva provato a proporre gioco. Ilić si abbassava sulla linea difensiva per impostare, Gallo e Danilo Veiga si alzavano, i centrocampisti si allargavano per dare ampiezza e gli esterni offensivi cercavano soluzioni dentro il campo. Una squadra che provava a restare corta, ad aggredire e a togliere linee di passaggio al Bologna.
L'uscita di Ilić ed il gol di Orsolini
Dopo l’uscita di Ilić, però, la manovra è diventata lenta e prevedibile. Il Bologna ha cominciato a trovare spazi nelle ripartenze, soprattutto con Cambiaghi, che sulla corsia sinistra ha messo ripetutamente in difficoltà Danilo Veiga. Il gol di Orsolini nasce proprio da quella zona di campo, con un cross sul secondo palo e una splendida conclusione acrobatica. Nell’occasione, però, Gallo commette un errore di lettura: segue il pallone senza percepire la presenza dell’avversario alle sue spalle. Il Lecce ha provato a mantenere intensità e aggressività, ma senza produrre occasioni significative. Il solo tiro in porta nel primo tempo di Fatah è troppo poco per una squadra che deve cercare punti attraverso una maggiore concretezza offensiva.
Il secondo tempo
Nel secondo tempo, invece, è cambiato il registro della partita. Ho visto un Lecce più coraggioso, più intenso e soprattutto più convinto. Ngom è salito in cattedra, dando dinamismo e personalità alla manovra. Ottima anche la prestazione di Siebert, che considero il migliore in campo tra i giallorossi per attenzione, personalità e letture difensive. Molto bene anche Fatah, cresciuto notevolmente sulla corsia sinistra, dove ha cercato con continuità l’uno contro uno. Il suo gol di testa ha premiato una reazione meritata e ha riaperto una partita che sembrava complicata. Ma proprio nel momento in cui il Lecce sembrava poterla recuperare definitivamente, è emersa la differenza tra le due squadre. Un’altra ripartenza del Bologna, ancora dalla corsia sinistra, ha portato alla rete del 2-1. Poche situazioni, ma sfruttate con qualità, velocità e lucidità. Palladino ha poi modificato l’assetto difensivo, cercando di limitare soprattutto le iniziative degli esterni giallorossi. Il Lecce ha continuato a spingere, ha avuto anche l’occasione di pareggiare con Geubbels e ha messo in campo cuore e generosità fino all’ultimo minuto. Ma non è bastato.
Cos'ha fatto la differenza
La differenza, a mio avviso, è stata soprattutto nella qualità delle giocate e nella capacità di sfruttare le transizioni offensive. Il Bologna è riuscito a essere letale quando ha trovato campo davanti a sé. Il Lecce, invece, ha avuto bisogno di costruire molto di più per creare pericoli. Resta la buona reazione del secondo tempo, ma anche la consapevolezza che intensità e volontà, da sole, non possono sempre compensare i limiti tecnici. Adesso la classifica nelle zone basse si sta accorciando e la trasferta di Udine diventa un appuntamento importante. Bisogna andare lì con la determinazione di portare a casa punti. Il Lecce ha dimostrato di avere cuore. Adesso deve trovare maggiore qualità, lucidità e concretezza. Perché nel calcio non basta voler fare risultato, bisogna anche saperlo costruire.💛❤️




