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Daniele De Rossi interviene ai microfoni della sala stampa dello stadio “Via del Mare” al termine di Lecce-Genoa. Queste le sue dichiarazioni. 

Il momento

Siamo felicissimi, la squadra di testa è forte, oggi avevo paura di arrivare qui con presunzione, un po' sazi, invece abbiamo fatto bene nella prima mezz'ora. Poi abbiamo sbagliato qualcosa palla al piede, avremmo potuto chiudere la partita. Le soste hanno un valore e non siamo dispiaciuti della sosta. Ora abbiamo una partita importantissima, abbiamo già dimostrato di poter battere squadre più forti della nostra.

Le vittorie

Abbiamo ancora tantissima fame, siamo a pari punti con squadre che fino a poco fa vedevamo lontanissime. Ho lavorato sulla testa dei giocatori e tatticamente, ma lo avevo fatto anche nelle prime cinque partite. Le teste dei giocatori del Genoa non vanno allenate, i giocatori hanno un grande cuore e non ci hanno mai abbandonato. Non abbiamo fatto nulla ancora ma sappiamo come si esce dai momenti difficili. Quando avevamo 1 punto in 5 partite i dati dicevano che non meritavamo quella classifica.

La scintilla

L’ha accesa il nostro stadio, dalle sabbie mobili ti tirano fuori i giocatori. Ho sempre avuto la sensazione di avere gente che ci credeva, poi se avessi perso con la Fiorentina e quelle dopo probabilmente mi avrebbero cacciato e sarebbe stato giusto.

Il Lecce

Sapevo che ci avrebbero dominato se fossimo venuti qui mosci, invece siamo stati tosti. Il Lecce ha un popolo orgoglioso e un allenatore forte che non molla mai. Ho visto una buona squadra e l’ho vista anche in altre circostanze, al di là della classifica credo che il Lecce sia dove deve stare. Nel complesso credo che il Genoa abbia una rosa più forte. Se fossi tifoso del Lecce mi fiderei ciecamente della società e dell'allenatore.

Orgoglioso del momento?

Sì, ho fatto un percorso particolare, non ho fatto tanta gavetta ma ho avuto le mie montagne russe. Sono partito subito da Roma, con la semifinale di Europa League, e mi sono ritrovato a dover trovare squadra subito dopo. Mi sono rimboccato le maniche. Dopo la vittoria con la Juventus ero commosso. Non abbiamo fatto ancora niente però, oggi un giocatore ha fatto un ritardo minimo e ho fatto una sceneggiata, perché volevo mettere tutti sul pezzo, ma non c'è bisogno perché i ragazzi sono tutti fantastici. 

 

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