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Tramite i propri profili social, il Lecce ha pubblicato una chiacchierata tra il rapper salentino Welo, autore del jingle ufficiale di Sanremo, ed il capitano dei giallorossi, Wladimiro Falcone. Un dialogo in cui si è parlato di musica, calcio e ricordi e che mostra quanto il numero 30 sia legato alla terra ed al popolo salentino.

Sono felice perché qualche risultato sta venendo, e soprattutto sono felice di continuare a giocare in Serie A”, esordisce. Il portiere non dà per scontata la sua presenza in massima serie e racconta la sua esperienza, fatta di sacrifici e allenamenti, andando via di casa a soli 15 anni per inseguire un sogno. “Per me rimanerci è una cosa bellissima. E' un sogno da bambino”. 

Si parla poi di pressioni e responsabilità, fattori molto presenti nel calcio, soprattutto in piazze calde e identitarie come quella giallorossa che ogni settimana porta allo stadio 25mila spettatori e che riempie anche i settori ospiti in trasferta: “Devi farti uno scudo, perché in Italia tutti parlano di calcio. Siamo famosi per essere 60 milioni di allenatori. Siamo molto bersagliati, ma non devi farti influenzare", spiega Falcone. "Se sei debole non ce la fai. L’ho sentita anch’io? Assolutamente, io prima delle partite ho sempre pensieri negativi, ma è una cosa per caricarmi. Questa cosa mi fa rimanere molto concentrato anche durante la partita. Io prima della partita sento tantissima pressione, stomaco chiuso, non riesco a mangiare. Ma col passare degli anni impari a gestirla”.

Falcone parla anche del significato della fascia di capitano, spiegando di viverla bene e come un onore: “Sono romano ma mi sento salentino d’adozione, quindi amo questa terra e questo popolo. E' come andare in missione, come nell'antica Roma che il comandante andava in guerra e guidava ogni battaglia. Mi sento così: andare in ogni stadio d’Italia, rappresentare ed essere il simbolo di Lecce. La gente mi dà tanto calore e cerco di contraccambiarli dando tutto”. Ed infine “Avere questo peso in più mi fa rendere di più perché tutti, tifosi e compagni, si fidano di me. Quando prima delle partite vedo questa fascia è come se mi dia i superpoteri”.

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