Il centro cottura del "Vito Fazzi" aspetta da 8 anni: i sindacati rilanciano
Filcams Cgil e Uiltucs Uil rispondono al consigliere Mazzotta e tornano a chiedere la riapertura della cucina interna dell'ospedale di Lecce.
Otto anni di attesa, dichiarazioni e promesse mancate. La vicenda del centro cottura dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce torna al centro del dibattito, e questa volta sono le organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Uiltucs Uil a prendere la parola, in risposta alle recenti dichiarazioni del consigliere regionale Paride Mazzotta.
Il messaggio è diretto: basta con gli interventi tardivi e con le polemiche che rischiano di ridurre un problema concreto a semplice terreno di scontro politico. Serve aprire una fase nuova, fatta di scelte responsabili e di un coinvolgimento reale delle parti sociali.
Una storia che inizia nel 2018
La questione ha radici lontane. Dal 2018 il centro cottura interno è fermo, e nel frattempo si è optato per l'esternalizzazione del servizio. Una scelta che, secondo i sindacati, ha generato criticità sia sul piano della qualità percepita dai pazienti sia su quello organizzativo, senza mai trovare una soluzione stabile e soddisfacente.
Nel corso di questi anni, Filcams Cgil e Uiltucs Uil dichiarano di aver denunciato ripetutamente la situazione e di aver chiesto con forza la riapertura della cucina interna, senza tuttavia essere mai state coinvolte nei processi decisionali che hanno orientato le scelte dell'amministrazione.
I lavoratori: la parte più colpita
C'è un dato che, secondo i sindacati, continua a essere sottovalutato nel dibattito pubblico: l'impatto occupazionale. Circa 150 lavoratrici e lavoratori avrebbero pagato direttamente le conseguenze delle scelte adottate, con un peggioramento delle condizioni contrattuali e lavorative. Scelte che, denunciano Cgil e Uil, sarebbero state dettate da logiche di riduzione della spesa pubblica nell'ambito della gestione regionale guidata da Michele Emiliano.
«È inaccettabile che il contenimento dei costi si scarichi sistematicamente su chi lavora e sulla qualità dei servizi essenziali», si legge nella nota congiunta. Un principio che i sindacati vogliono mettere al centro di qualsiasi futura discussione sul tema.
Riaprire la cucina: una scelta politica, non solo organizzativa
La riapertura del centro cottura, per Filcams Cgil e Uiltucs Uil, non è una questione tecnica o di mera gestione interna: è una decisione politica che deve coniugare la qualità del servizio sanitario con il rispetto della dignità del lavoro.
Per questo i sindacati chiedono di essere coinvolti in modo strutturato in ogni fase del percorso decisionale, rifiutando soluzioni «calate dall'alto» che continuino a escludere chi il servizio lo garantisce ogni giorno.
Il messaggio finale è un appello alla responsabilità: dopo otto anni, è il momento di passare dalle parole ai fatti, restituendo qualità all'utenza e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori del "Vito Fazzi".

