Fiorentina agli ottavi tra brividi e supplementari: l’Europa pesa sulla corsa salvezza
I viola eliminano lo Jagiellonia dopo una gara sofferta e 120 minuti intensi. Ora il campionato incombe e il turno europeo lascia più scorie che certezze
Con estrema fatica la Fiorentina conquista gli ottavi di finale di Conference League eliminando lo Jagiellonia nonostante la sconfitta per 2-4 nei tempi regolamentari. Decisivo il 3-0 dell’andata, ma al ritorno i viola rischiano grosso e hanno bisogno dei tempi supplementari e delle reti di Fagioli e Fabbian per evitare una clamorosa eliminazione.
Il primo tempo
La squadra polacca parte con grande aggressività e riapre subito il discorso qualificazione. Dopo appena 23 minuti Mazurek porta avanti lo Jagiellonia sfruttando una triangolazione del centravanti e una dormita della difesa viola. Comuzzo fatica nel duello con Pululu e Mandragora non riesce a intervenire sull’inserimento dell’angolano.
Nel finale di frazione arriva anche il raddoppio: ancora Mazurek, bravo a raccogliere un pallone vagante in area e a calciare a giro trovando la deviazione che manda fuori tempo Lezzerini per lo 0-2. La Fiorentina appare contratta e poco lucida.
Il secondo tempo
La ripresa si apre nel peggiore dei modi per i viola. Dopo quattro minuti Pozo sfonda a destra e serve Pululu, ancora dominante nel duello fisico con Comuzzo. L’angolano difende palla e trova Dodo sul lato opposto: il brasiliano serve Mazurek che firma la tripletta e riapre completamente la qualificazione.
Sul 3-0 Vanoli è costretto a cambiare, inserendo Fagioli e Solomon. Con l’ingresso del regista ex Juventus la Fiorentina ritrova ordine nel palleggio e maggiore gestione, pur senza riuscire a scardinare una linea difensiva polacca molto compatta.
I tempi supplementari
Nei supplementari la partita si incanala verso un finale nervoso. Dopo una prima frazione povera di occasioni, la Fiorentina trova il gol che riaccende le speranze con Fagioli. Poco dopo arriva anche il raddoppio con Fabbian, abile a ribadire in rete su un tentativo di Kean.
La gara sembra chiusa, ma nel finale Imaz trova il 2-4 approfittando di un errore di De Gea che tiene col fiato sospeso i tifosi viola fino al triplice fischio.
Un passaggio del turno che lascia scorie
La Fiorentina centra l’obiettivo europeo, ma lo fa pagando un prezzo elevato in termini di energie fisiche e mentali. Centoventi minuti ad alta intensità, difese in affanno e un equilibrio precario che non rappresentano il miglior viatico in vista del prossimo turno di campionato.
Con la volata salvezza ormai entrata nel vivo, il turno europeo rischia di lasciare strascichi. La qualificazione è un segnale positivo sul piano del morale, ma la fatica accumulata e le fragilità difensive emerse potrebbero incidere nel breve periodo. Ora servirà una gestione attenta delle rotazioni e delle forze residue per evitare che l’Europa diventi un peso nella corsa ai punti salvezza.

