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Le parole di Eusebio Di Francesco dopo Lecce-Lazio raccontano una squadra che, pur senza vincere, prova a uscire da un momento complicato aggrappandosi alla prestazione. Il tecnico non nega il limite più evidente, ma sceglie di partire da ciò che il Lecce è riuscito a costruire in campo.

Eusebio Di Francesco chiarisce subito il punto: “Direi più di gol. La squadra ha espresso un buon calcio, siamo mancati nella qualità negli ultimi metri, in zona gol. Quello è il tallone d’Achille di questo momento”. Una mancanza che però non cancella il resto: “Oggi voglio esaltare la prestazione e l’atteggiamento della squadra, la capacità di rendere la vita difficile all’avversario, senza concedere nulla”. Anche la fortuna viene chiamata in causa, senza alibi: “Un pizzico di fortuna in più non sarebbe guastato”.

Il tecnico rivendica il valore della prova soprattutto alla luce del contesto: “Venivamo da quattro sconfitte che bruciavano, ma ripartiamo dalla prestazione guardando avanti con ottimismo”. Da qui anche la gestione prudente dei cambi: “Vedevo una squadra equilibrata, se non riesci a vincere non devi perdere”. Su Gandelman è esplicito: “Non lo volevo togliere, occupa l’area meglio di tutti gli altri a centrocampo”.

Sul piano difensivo spiega che “impostavamo più a tre che a quattro”, elogiando Siebert e Tiago Gabriel, “bravi a difendere”. Quanto al mercato, il messaggio è definitivo: “Credo che il mercato sia finito qua… ho solo il desiderio di continuare a lavorare con questi ragazzi”.

La crescita passa ancora dall’area avversaria. “Dovevamo essere più efficaci negli ultimi metri”, ribadisce, tornando su Pierotti: “È cresciuto tantissimo… deve sfruttare meglio le sue potenzialità. Prima o poi arriveranno anche i suoi gol”. Per il Lecce, ora, la sfida è trasformare il buon calcio in risultati.

 

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