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Terremoto azzurro. Le dimissioni di Gabriele Gravina aprono ufficialmente una nuova era per il calcio italiano, e mentre si attende di conoscere il prossimo numero uno della Federcalcio, una certezza già prende forma nei corridoi di via Allegri: la Nazionale cambierà volto. E non poco.

Perché insieme al vertice federale, anche la panchina è destinata a cambiare. Gennaro Gattuso è pronto a salutare, e l’idea è chiara: affidare l’Italia a un nome pesante, uno di quelli capaci di incidere subito. La short list è di altissimo profilo: Antonio Conte, Roberto Mancini, Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri.

Conte, il ritorno possibile (ma complicato)


Il ricordo di Euro 2016 è ancora vivo: intensità, identità e un gruppo portato oltre i propri limiti, fermato solo dalla Germania ai rigori. Conte non ha mai nascosto il fascino della maglia azzurra, ma il nodo resta contrattuale. Il legame con Aurelio De Laurentiis è solido e lungo: liberarlo non sarà semplice.

Inzaghi, il lusso arabo e una tentazione azzurra


Tra i profili più intriganti c’è Simone Inzaghi. Esperienza internazionale, gestione del gruppo e mentalità vincente. Ma il contratto con l’Al-Hilal — ricchissimo — rappresenta un ostacolo non da poco. Servirebbe una scelta di cuore.

massimiliano allegri
Max Allegri

Allegri, concretezza e pragmatismo


Il nome che stuzzica molti è quello di Max Allegri. Il suo calcio, fatto di equilibrio, gestione e risultati, sembra cucito su misura per una Nazionale in cerca di certezze. Resta però da sciogliere il nodo con il AC Milan, che lo ha blindato con un contratto importante.

Mancini, il ritorno del figliol prodigo?


Infine Roberto Mancini. Dopo l’addio e la ferita ancora aperta della mancata qualificazione al Mondiale contro la Macedonia del Nord, il tecnico oggi all’Al Sadd non ha mai escluso un ritorno. Sarebbe una seconda occasione, carica di significati e rivincite.

Calendario subito in salita


Chiunque sarà, non avrà tempo per respirare. Il 25 settembre scatterà la UEFA Nations League e l’Italia si troverà subito davanti a un girone da brividi: Belgio, Turchia e Francia, andata e ritorno. Sei partite in meno di due mesi per misurare ambizioni e limiti del nuovo corso.

Traghettatore? Occhio a Baldini


Nel frattempo, resta da capire chi guiderà gli Azzurri nelle amichevoli di giugno. Il passato suggerisce prudenza e soluzioni interne: attenzione al nome di Silvio Baldini, oggi alla guida dell’Under 21. Un traghettatore in attesa del grande colpo.

La rivoluzione è partita. E stavolta, l’Italia non può permettersi passi falsi.

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