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Il commento di Fabio Caressa individua con chiarezza il punto centrale della partita: il Lecce esce indenne perché ha un portiere che incide direttamente sul risultato. Non è una lettura suggestiva, ma una valutazione tecnica netta, legata a quanto prodotto dalla Juventus e a quanto negato da Falcone.

Caressa parte da un presupposto preciso: “La Juventus, secondo me, ha giocato una delle migliori partite della stagione”. Un’affermazione che ridimensiona qualsiasi lettura difensivista del Lecce. I bianconeri hanno creato, spinto, occupato l’area con continuità. Eppure, come sottolinea lo stesso Caressa, “Falcone, di fatto, ha fermato la Juventus praticamente da solo”.

Il passaggio più significativo riguarda però la natura del portiere. Caressa non parla di una prestazione estemporanea, ma di un tratto che si ripete: “È un portiere che ha avuto dei momenti straordinari in queste ultime stagioni, le ultime tre, e con anche continuità”. È qui che Falcone viene definito uno dei punti di forza strutturali del Lecce, non un semplice protagonista di giornata.

La definizione di portiere “Saracinesca” chiarisce il concetto senza bisogno di enfasi. Caressa spiega che esistono partite in cui il portiere entra in uno stato mentale particolare, in cui “pensa: non mi segnano più”, e tutto, dagli interventi alle reazioni, va in quella direzione. “A Falcone devo dire che capita abbastanza spesso”, aggiunge.

Il messaggio finale è chiaro: quando Falcone raggiunge questo livello, anche una Juventus al massimo della produzione offensiva può fermarsi. E il Lecce, in quelle serate, costruisce i suoi punti a partire da lì.

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