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Youssef Maleh non si è mai ambientato nel Lecce. Né da gennaio a giugno, con Baroni in panchina ed una squadra che ad un certo punto ha faticato parecchio a ritrovare la retta via. Né nel ritiro di Folgaria, con il nuovo allenatore Roberto D’Aversa e le sue nuove idee offensive.

Il centrocampista italo-marocchino è arrivato nel Salento in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza. Un riscatto oneroso, che la società di Via Costadura ha pagato a giugno alla Fiorentina, dopo i festeggiamenti per una meritata e sudata permanenza in Serie A. 

Maleh si è presentato addirittura prima della data prestabilita per la ripresa della nuova stagione. Aveva voglia di incidere e di ripagare con la società dell’esborso economico attraverso prestazioni convincenti. Nelle prime amichevoli ha fatto anche bene, sebbene gli avversari non fossero di livello assoluto, ma poi è scivolato sempre più in basso nelle gerarchie dell’allenatore giallorosso che, ad un certo punto, non lo ha più schierato.

Ecco allora l’occasione di mercato. Maleh è andato ad Empoli per ritrovare Paolo Zanetti, il tecnico che più di tutti gli ha permesso di esprimersi al meglio delle sue possibilità, esaltando le sue caratteristiche attraverso un gioco parecchio offensivo. Il suo esordio con i toscani non è stato indimenticabile: alla prima con la Juventus ha causato un calcio di rigore per un fallo su Vlahovic. L’attaccante, in ogni caso, ha sbagliato dagli 11 metri. Poi, nelle successive apparizioni non ha brillato, complice anche il passaggio da parte dei toscani al 4231, un sistema di gioco nel quale Youssef non ha una collocazione ben precisa. 

Adesso la faccenda si è ulteriormente complicata dato che l’Empoli ha mandato via Paolo Zanetti per sostituirlo con Aurelio Andreazzoli. Dalla prossima partita dei toscani vedremo se l’ex centrocampista giallorosso sarà preso in considerazione dal nuovo tecnico. Il Lecce ci spera, per il bene del ragazzo e per la sua valutazione. L’investimento compiuto su di lui è stato molto importante e sarebbe un vero peccato se Maleh non riuscisse ad esprimersi più come ai tempi di Venezia o Firenze. 

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