Lecce, parola a Semeraro: “Servono serenità e coraggio. Corvino e Sticchi? Da 10”
Intervista esclusiva rilasciata a PianetaLecce: l'ex presidente analizza la corsa salvezza, ricorda il padre Giovanni e promuove senza riserve l'attuale gestione societaria
Un tuffo nel passato, ma con lo sguardo ben piantato sul presente. L’incontro con Rico Semeraro, ex presidente del Lecce, si trasforma in un viaggio tra emozioni, calcio vissuto e prospettive future. L’occasione è di quelle accademiche – il ciclo di seminari organizzato dal dottor Giuseppe Palaia all’interno del corso di laurea in Diritto e Management dello Sport dell’UniSalento – ma il tono è quello caldo, diretto, tipico di chi il calcio lo ha respirato da dentro.
Sfide salvezza: testa libera e niente paura
Il primo pensiero corre al campo, dove il Lecce si gioca una fetta pesante del proprio destino. Fiorentina, Verona e Pisa: tre tappe decisive.
Semeraro non ha dubbi sulla chiave: “Bisogna andare in campo tranquilli, senza stress. Le tensioni giocano brutti scherzi. I punti si possono fare, ma serve serenità”. Un messaggio semplice, quasi elementare, ma che pesa come un macigno in un finale di stagione dove ogni dettaglio può fare la differenza.
Il ricordo di Giovanni: cuore giallorosso fino all’ultimo
Poi la voce si fa più morbida, quasi commossa. Il pensiero va a Giovanni Semeraro, figura storica del club e padre di Rico.
“Due mesi prima di morire era allo stadio, nel 2019, per vedere il suo Lecce vincere e andare in Serie A. Era una cosa che aveva nel cuore. È morto contento”.
Parole che raccontano più di mille statistiche cosa significhi davvero appartenenza.

Promossi a pieni voti
Infine, il giudizio sulla gestione attuale: nessuna esitazione, voto pieno.
“10 a Sticchi Damiani e Corvino. Pantaleo ha fatto la storia di questo club, prima con noi e ora con l’attuale proprietà. Ha sempre preso ottimi giocatori, qualcuno meno – è normale – ma la qualità del progetto Lecce è riconosciuta ovunque”.
Applausi, consenso e una sensazione chiara: il Lecce resta una storia di famiglia, di passione e di idee. E, come ricorda Semeraro, per salvarsi serve sì qualità… ma soprattutto testa libera e cuore caldo.

