Lecce, quanti torti: cinque episodi arbitrali che hanno condizionato l'inizio di campionato
Cinque episodi arbitrali controversi che non possono passare sotto traccia
La premessa in questo caso è doverosa: questo articolo non vuole addurre alibi o scusanti alle 6 sconfitte ottenute dal Lecce in questa stagione, ma soltanto evidenziare gli errori arbitrali che il club salentino ha subito e senza i quali probabilmente avrebbe potuto avere qualche punto in più in classifica, sebbene non esista la controprova.
Andiamo con ordine, però, analizzando tutti e 4 gli episodi chiave di questo inizio di stagione.
Rigore a Cagliari
Konan N’Dri, entrato da poco, viene atterrato in area di rigore da Gagliardini nel finale di Cagliari- Lecce. La partita in quel momento è sul risultato di 1 a 0 per i padroni di casa.
Il fallo sembra netto. Lo è. Su Dazn mentre vengono riproposte le immagini, l’ex arbitro ed opinionista Luca Marelli, in collegamento con il telecronista, preannuncia che certamente il direttore di gara sarà richiamato dal VAR e poi concederà il rigore. Si attende, si attende ed alla fine non succede nulla. Juan Luca Sacchi fa giocare, passa avanti ad un episodio decisivo, soprattutto in quel minuto di partita, ed il Lecce esce sconfitto per 1 a 0. Il primo dei cinque.
Lecce-Bologna
I giallorossi possono recriminare per ben due episodi legati a questa partita.
Il primo riguarda quanto accaduto nell’area di rigore rossoblù nel secondo tempo del match. Pessina atterra Esteban, Pairetto, direttore di gara dell’incontro, è lì, a due passi, e fischia il calcio di rigore in favore dei giallorossi. Poi, qualche secondo più tardi, ci ripensa clamorosamente, assegnando un calcio di punizione al Bologna. Concede quel fallo per una leggera spinta dell’attaccante spagnolo ai danni del difensore Casale. Un contatto come tanti altri durante quel match, ovviamente nessuno di questi punito in precedenza.
Poi, come se non bastasse, con il Bologna già in 10 uomini, non espelle il centrocampista rossoblù Oussama El Azzouzi per un tremendo fallo ai danni di N’Dri. Gamba alta e intervento intenzionale giudicato solo con un cartellino giallo dal direttore di gara. Davvero troppo poco in tempo di VAR. Per l’appunto, come se non bastasse, il VAR resta spento.

L'espulsione di Gaspar
Il centrale del Lecce è stato parecchio ingenuo con il suo gesto, a partita ormai persa e scaduta, ma pure l'arbitro Maresca troppo fiscale, ai limiti dell'esagerato, punendo oltremodo il difensore giallorosso. Due giornate di squalifica ed una situazione improvvisamente trasformatasi in nuova emergenza, dopo che Tiago Gabriel era uscito malconcio dal match contro la Juventus.
Anche in questo caso due pesi e due misure, con il primo giallo dell'angolano viziato da una situazione di gioco che ha visto protagonista proprio l'arbitro campano.
L’episodio chiave di Frosinone
È ancora fresco nella nostra mente per averlo vissuto ieri. Rigore per il Lecce che, nel capovolgimento di fronte, si è trasformato in rigore per il Frosinone. Una trattenuta prolungata di Calò su Gandelman non è stata considerata né dal VAR Mazzoleni, né dal direttore di gara Abisso, mentre il leggero contatto tra Siebert e Kvernadze è stato giudicato punibile con un calcio di rigore. Dal potenziale 1 a 1 si è passati quindi al 2 a 0 del Frosinone, con annessa mazzata psicologica per tutti gli undici giallorossi in campo.
Lo ripetiamo anche nella conclusione di questo articolo di resoconto errori arbitrali ai danni del Lecce. Il Lecce ieri e nelle altre partite non ha perso solo e soltanto a causa delle scelte del direttore di gara, ma queste hanno senza dubbio contribuito ad indirizzare le partite, rivelandosi decisive ai fini del risultato finale. 5 episodi chiari in 9 gare sono tantissimi, a maggior ragione per una piccola che deve salvarsi e che in questo momento combatte anche con un’emergenza in tutti i reparti.
La speranza è che già a partire da domenica prossima ci sia più attenzione riguardo le decisioni che gli arbitri prenderanno durante le partite del club salentino. Non si può certamente continuare così.

