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La Polizia di Stato ha notificato ai titolari di un noto locale di Otranto il provvedimento di sospensione dell’attività per 20 giorni disposto dal Questore della Provincia di Lecce, Giampietro Lionetti. Il provvedimento, di natura preventiva e cautelare, arriva dopo i gravi episodi avvenuti lo scorso 5 aprile durante un evento musicale che aveva richiamato numerosi partecipanti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’interno dell’esercizio pubblico sarebbe scoppiata una violenta rissa che avrebbe coinvolto circa trenta persone, generando momenti di forte panico tra i presenti. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Otranto, intervenuti sul posto, avrebbero accertato che gli scontri sarebbero iniziati nell’area di pertinenza del locale e, secondo alcune testimonianze raccolte, anche all’interno dell’attività.

La rissa si sarebbe poi estesa all’esterno coinvolgendo anche locali vicini e provocando danni a tavoli, sedie e vasi. Molti avventori estranei ai fatti sarebbero stati costretti ad allontanarsi rapidamente per evitare di essere coinvolti. L’attività investigativa successiva ha consentito di identificare e denunciare nove persone ritenute coinvolte negli scontri. Parallelamente, la Squadra Amministrativa del Commissariato ha avanzato la proposta di sospensione dell’attività ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Il procedimento amministrativo, istruito dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Lecce, si è concluso con la notifica del provvedimento di chiusura temporanea per 20 giorni.

La Questura sottolinea che il provvedimento mira a contemperare la libertà d’impresa con il diritto dei cittadini alla sicurezza e all’ordine pubblico, evidenziando l’importanza della collaborazione tra gestori dei locali e addetti ai servizi di controllo durante eventi con grande affluenza.

Secondo quanto riferito dalla Polizia, il locale era già stato destinatario di una diffida del Questore nel 2024 e di sanzioni amministrative nel 2024 e nel 2025. “La finalità del provvedimento è assicurare la sicurezza degli avventori e il rispetto delle norme per una economia sana e leale”, spiegano dalla Questura.

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