Como-Lecce non è solo una partita di calcio
Due modi differenti di fare e vedere il calcio in Serie A
Domani pomeriggio alle ore 15 allo Stadio Giuseppe Sinigaglia andrà di scena la sfida tra Como e Lecce valevole per la ventisettesima giornata di Serie A.
I lariani cullano il sogno Champions League, distante solo 5 punti; i giallorossi, dal canto loro, sono alla ricerca di punti salvezza e andranno in terra lombarda per provare l’impresa.
La rinascita del Como
Sì, parliamo di impresa. Ci sembra il termine adeguata, sebbene fino a pochi anni fa quella tra Lecce e Como sembrava una sfida alla pari, anzi a volte sbilanciata in favore dei salentini.
I biancoblu, infatti, hanno vissuto diversi anni nelle categorie inferiori, con la Serie A che è mancata per più di 20 stagioni. D, C, qualche comparsata in Serie B e diverse società che non hanno saputo imbastire un progetto vincente e sostenibile.
Prima delle sfide intraprese nelle ultime stagioni, l’ultimo precedente risaliva al primo anno di Lega Pro del Lecce ed anche quella volta, come quasi sempre accaduto in terra lariana, i giallorossi non sono riusciti ad avere la meglio, pareggiando una partita ostica viziata anche da un errore arbitrale.
L’avvento della famiglia Hartono, però, ha cambiato la storia e trasformato il Como in una big del nostro calcio. In pochi anni la squadra è tornata in Serie A, ha consolidato il suo patrimonio tecnico ed ora rappresenta una realtà del nostro calcio, come detto in lotta per un posto in Europa.
Modelli a confronto
Sentiamo spesso parlare di modello. Nel calcio è un termine abusato. Modello Como. Modello Lecce. Tutti progetti che potrebbero essere replicabili ma è meglio chiarire fin da subito da chi e perchè.
Quello che ha compiuto la dirigenza della compagine lombarda non è fattibile per una piccola. Per arrivare così in alto in così poco tempo è necessario investire capitali inimmaginabili ed infatti il Como ha speso circa 100 milioni di euro nell’ultimo mercato estivo, riuscendo a trattenere il proprio allenatore Fabregas nonostante la richiesta dell’Inter e strappando da una concorrenza di livello assoluto ed agguerrita alcuni tra i migliori talenti del panorama calcistico europeo.

Vi spieghiamo perché non è solo una partita
Ecco, quindi, spiegato il nostro titolo. Quella di domani non è solo una partita di calcio ma è anche una sfida tra due diverse filosofie di fare calcio.
La sostenibilità del Lecce, una società del territorio che si autoalimenta con le proprie idee e le proprie plusvalenza.
La ricchezza senza sperperi del Como, abile a prendere giovani talentuosi amalgamando il tutto con la voglia di emergere di questi ragazzi e di una piazza che sta sognando dopo anni di sofferenze e sconfitte.
Il Lecce è un modello per le piccole. Che vogliono crescere sfruttando le proprie competenze ed il proprio settore giovanile. Il Como, invece, regala una visione virtuosa alle grandi. Il problema delle big del calcio italiano, però, è la poca pazienza da parte di stampa e tifosi. Le milanesi, le romane o la Juventus vogliono vincere subito mentre a Como si ha più pazienza se i risultati non arrivano, anche perchè qualunque cosa accada pare già un sogno.
Non saremo mai il Como
Con questa proprietà il Lecce non punta ad essere il Como. Non lo desidera nemmeno. Vuole confermarsi, crescere, strutturarsi ancora di più e rafforzarsi maggiormente. Per farlo bisogna salvarsi ogni anno. E costruire. Strutture, giovani, patrimonializzazione e qualche scommessa. Senza paura. La paura che i giallorossi non dovranno avere nemmeno domani in campo. Perchè il Como sarà pure forte. Ma noi siamo il Lecce. Il modello Lecce.

