Lecce, violenta aggressione all’interno del penitenziario salentino. Una poliziotta al “Fazzi”
Nel pomeriggio di Ferragosto scontro tra detenute nel reparto femminile. Il Segretario Nazionale del SiNAPPe Filippo Antonio MONICA proclama lo stato d'allarme: «Situazione insostenibile, lo Stato intervenga immediatamente»
A distanza di soli quattro giorni dalla precedente aggressione verificatasi l’11 agosto, si registra un nuovo e gravissimo episodio di violenza all’interno della Casa Circondariale di Lecce. Nel pomeriggio di Ferragosto, all’interno del reparto femminile dell’istituto, è scoppiata una violenta colluttazione tra detenute per futili motivi.
Parapiglia e poi il caos
Le agenti di Polizia Penitenziaria di servizio, intervenute tempestivamente per riportare la calma ed evitare conseguenze peggiori, sono state travolte dalla violenza delle ristrette. Nel parapiglia, diverse poliziotte hanno riportato contusioni. Una di esse è stata costretta a ricorrere d'urgenza alle cure del Pronto Soccorso, dove gli sono state riscontrate lesioni guaribili con una prognosi di 7 giorni.
Il pensiero del Segretario Nazionale SiNAPPe
Dichiara il Segretario Nazionale SiNAPPe, Filippo Antonio Monica:
Non possiamo più parlare di emergenza, ma di una drammatica e inaccettabile normalità. Ribadiamo che ogni agente che finisce in ospedale rappresenta un'unità in meno in turni già stremati. Così facendo, lo Stato contribuisce nei fatti al progressivo e pericoloso svuotamento degli organici. Non ci bastano più le consuete attestazioni di solidarietà di facciata, servono tutele immediate e risposte concrete.
Le Richieste e Interventi Indifferibili sono sicuramente una convocazione urgente di un Tavolo Tecnico presso la prefettura di Lecce.
Difatti Il segretario Nazionale Monica rivolge un accorato appello al Prefetto di Lecce, quale rappresentante del Governo, affinché convochi con la massima urgenza un tavolo d'incontro tra i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e le parti sociali per affrontare le criticità strutturali della Casa Circondariale salentina.
Protocolli operativi e strumenti di tutela: È inammissibile che il personale debba continuare a intervenire a mani nude in contesti ad alto rischio violenza. Si richiedono dotazioni adeguate, strumenti di protezione e protocolli d'intervento chiari e certi.
Inoltre serve immediatamente un Adeguamento straordinario dell'organico: Serve un piano immediato per ripianare le gravi carenze di personale che mettono quotidianamente a repentaglio la sicurezza dell'istituto e l'incolumità fisica degli operatori.
La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a pagare sulla propria pelle le inefficienze di un sistema allo stremo. Il SiNAPPe continuerà a battersi in ogni sede per restituire dignità, sicurezza e rispetto al lavoro delle donne e degli uomini del Corpo.

