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Rares Burnete sta vivendo una fase di trasformazione tattica?

Partito dal Lecce come centravanti puro, oggi si sta adattando a un calcio diverso, più dinamico, dove la posizione conta meno delle funzioni. Il lavoro con Ignazio Abate alla Juve Stabia sta andando proprio in questa direzione.

Un esempio concreto arriva dalla gara persa 3-1 contro il Venezia. Sulla carta Burnete parte largo a destra, ma la sua partita racconta altro. Non un esterno classico, bensì un attaccante con libertà di movimento e compiti misti, sia offensivi che difensivi.

I dati lo confermano

Cinque passaggi chiave e una grande occasione creata indicano una partecipazione attiva alla manovra. Non solo finalizzazione, ma anche costruzione.

Allo stesso tempo, i 50 tocchi e la distribuzione dei passaggi tra le due metà campo mostrano un giocatore coinvolto nello sviluppo del gioco, spesso dentro al campo più che in ampiezza.

La parte più significativa riguarda però la fase difensiva

Sei recuperi, numerosi duelli a terra e aerei, oltre a diversi interventi in pressing. Numeri non comuni per un esterno offensivo puro, ma tipici di un attaccante chiamato a lavorare per la squadra.

Burnete, quindi, non resta largo. Si accentra, si abbassa, pressa, combatte. Una trasformazione evidente rispetto al profilo visto a Lecce, dove il suo compito principale era occupare l’area e finalizzare. La gara contro il Venezia, pur negativa nel risultato, diventa così indicativa sul piano individuale.

Burnete non è più solo una punta centrale. Sta diventando un giocatore più completo, capace di adattarsi a più ruoli all’interno dello stesso sistema. Un percorso che, se consolidato, potrebbe aumentare le sue prospettive future. Anche in ottica Lecce.

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