Arbitri, Tommasi a Open VAR: “Soddisfatto della nostra stagione”
Il eesponsabile CAN ha tracciato il punto sui fischietti italiani, tra promozioni, errori fisiologici e utilizzo del Var
Il bilancio è positivo, ma con un concetto ben chiaro in testa: restituire centralità all’arbitro di campo. Nel consueto appuntamento con Open VAR su DAZN, il responsabile CAN Dino Tommasi ha tracciato il punto sulla stagione arbitrale appena conclusa, tra promozioni, errori fisiologici e utilizzo del Var.
“Siamo generalmente soddisfatti degli arbitri e dei giovani che stanno crescendo – ha spiegato Tommasi – ma dobbiamo alzare il livello di centralità dell’arbitro di campo e fare sì che, a livello di Var, si intervenga solo in caso di situazioni chiare ed evidenti”. Un messaggio forte, che va nella direzione di un utilizzo meno invasivo della tecnologia e di una maggiore responsabilizzazione dei direttori di gara.
Errori fisiologici
Tommasi ha poi riconosciuto la presenza di “errori fisiologici”, sottolineando però l’impegno della classe arbitrale: “Tutti si sono adoperati con grande dedizione e qualità”. Infine il saluto a Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, figure centrali nel lavoro svolto durante la stagione.

Gli episodi più discussi
Poi spazio agli episodi più discussi dell’ultima giornata. In Milan-Cagliari, Tommasi ha promosso senza dubbi la rete di Rodriguez: “Risulta chiaro che Borrelli colpisce il pallone col ventre e non con la mano. La rete è regolare e il check è ben effettuato”.
Nessuna incertezza anche sul rigore assegnato alla Roma contro il Hellas Verona per il tocco di mano di Bowie: “Il braccio è largo in partenza, asimmetrico e in una posizione scomposta. Rigore chiaro”.
Diversa, invece, la lettura sugli episodi di Cremonese-Como. Il primo penalty, nato dal contatto tra Ramon e Vardy, viene definito da Tommasi “un rigore leggero”. Ma è soprattutto il secondo episodio a far discutere.
Un retroscena
Nel dialogo tra Var e arbitro emerge infatti un retroscena significativo: “Gariglio, mentre Maresca gli sta comunicando la sua lettura, ripete quattro volte ‘Bianchetti va coi tacchetti, poi decidi tu’. Una volta proposte le immagini, il Var deve lasciare apertura mentale all’arbitro che valuta e decide”.
Secondo Tommasi, proprio lì nasce l’errore: “Maresca, nonostante la sua visione di campo e le immagini, cambia idea. Questa triplice lettura porta a una decisione errata, perché non era calcio di rigore”.
Parole che riaccendono il dibattito sul peso del Var nel calcio moderno. Perché la tecnologia aiuta, ma il confine tra supporto e condizionamento continua a essere sottilissimo.


