Lecce, truffa dei falsi carabinieri: gioielli per 15mila euro, arrestata una 25enne
Una giovane di Oria è finita ai domiciliari con braccialetto elettronico. La vittima, un'anziana leccese, sarebbe stata raggirata con la storia di una rapina in gioielleria.
Truffa a Lecce ai danni di un'anziana, alla quale sarebbero stati sottratti gioielli per circa 15mila euro. Una donna di 25 anni, residente a Oria, è stata arrestata dai Carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con braccialetto elettronico. Gli investigatori ritengono che la giovane possa aver partecipato al raggiro avvenuto il 13 maggio scorso nel capoluogo salentino.
Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, è stato eseguito nella mattinata di giovedì 8 ottobre dai militari della Stazione di Lecce Santa Rosa, con il supporto dei colleghi di Oria. Le accuse devono ancora essere vagliate nel procedimento penale: la misura cautelare non equivale a una condanna.
Truffa a Lecce: la telefonata del falso carabiniere
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, tutto sarebbe cominciato con una telefonata. Un uomo, presentandosi falsamente come appartenente all'Arma, avrebbe raccontato all'anziana che la sua automobile era stata ripresa in una zona cittadina durante una rapina ai danni di una gioielleria.
La donna, spaventata dall'idea di essere coinvolta in una vicenda giudiziaria, sarebbe stata convinta a raccogliere i preziosi custoditi in casa. Il sedicente militare le avrebbe spiegato che un incaricato stava per raggiungerla per effettuare verifiche e chiarire la sua estraneità ai fatti.
Una persona si sarebbe quindi presentata all'abitazione mentre la vittima era ancora al telefono. Secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe approfittato di un momento di distrazione per far spostare l'anziana in un'altra stanza, impossessandosi dei monili in oro e degli altri oggetti di valore che erano stati sistemati sul tavolo della cucina. Il valore dei beni sottratti è stato stimato in circa 15mila euro.
Dalle indagini a Lecce all'arresto della 25enne a Oria
Dopo la denuncia della vittima, i Carabinieri della Stazione di Lecce Santa Rosa hanno avviato gli accertamenti per identificare la persona che si sarebbe recata nell'abitazione. L'attività investigativa ha portato all'individuazione della 25enne di Oria, ritenuta dagli inquirenti la presunta autrice materiale del furto dei preziosi nell'ambito della truffa.
La giovane è stata raggiunta nella propria abitazione e sottoposta agli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo, secondo quanto stabilito dall'autorità giudiziaria. Le indagini si collocano ancora nella fase preliminare.
Non è il primo episodio recente in provincia in cui viene utilizzata la falsa identità di un militare per ingannare persone anziane. PianetaLecce ha già raccontato un diverso caso ad Alessano, con due arresti e oltre 31mila euro recuperati.
Come riconoscere il raggiro e proteggere gli anziani
La strategia ricostruita dagli investigatori sfrutta un meccanismo preciso: creare urgenza, evocare un'accusa grave e presentare la consegna degli oggetti preziosi come un passaggio necessario per risolvere la situazione. La telefonata prolungata può inoltre impedire alla vittima di confrontarsi con familiari o persone di fiducia.
I Carabinieri ricordano che nessun militare chiede di consegnare denaro o gioielli per accertamenti investigativi. In caso di chiamate sospette, la raccomandazione è interrompere la comunicazione, non aprire la porta a sconosciuti incaricati di ritirare beni e contattare direttamente il 112.
L'inchiesta proseguirà nelle sedi giudiziarie competenti per verificare le responsabilità attribuite alla persona indagata e ricostruire l'eventuale ruolo di altri soggetti.

