Lecce, in balia delle idee di Di Francesco
L’esperimento tattico contro la Roma punisce il Lecce davanti ai trentamila del Via del Mare. Per conquistare la salvezza serve abbandonare la paura e ritrovare subito coraggio, oltre alla difesa a quattro
La scelta di schierare tre difensori centrali insieme, nessuno dei quali in grado di interpretare il ruolo di braccetto, si è rivelata un autogol tattico evidente. Il centrocampo del Lecce non filtrava e gli uomini della Roma arrivavano senza marcatura, mentre i centrali non avevano un uomo di cui occuparsi ed erano in ritardo sugli avanti romani lanciati in velocità. Regalare entrambe le catene agli avversari ha trasmesso un messaggio chiaramente negativo alla squadra, quasi a voler dichiarare una resa preventiva per paura dell'avversario, snaturando in novanta minuti mesi di lavoro impostati sin dal ritiro dello scorso anno.
La superiorità tecnica della Roma non è mai stata in discussione, ma nel campionato di Serie A il confronto con compagini meglio attrezzate rappresenta la norma. Consegnarsi senza combattere tra le mura amiche del Via del Mare, dopo una preziosa vittoria a Venezia e con 30mila spettatori salentini a spingere sugli spalti, appare una scelta priva di logica. Gli uomini di Gasperini hanno svolto poco più di una seduta d'allenamento, un passaggio a vuoto che per i salentini deve trasformarsi in una lezione definitiva, con l'augurio che il proprio allenatore comprenda senza esitazioni l'inconsistenza di simili esperimenti.
Il sistema di gioco
Di Francesco è stato scelto e confermato per affrontare ogni avversario a viso aperto attraverso un 4-3-3 chiaro che può trasformarsi in un 4-2-3-1, un credo tattico su cui lavora da sempre e dal quale non deve derogare. Il passaggio alla difesa a cinque può rappresentare un accorgimento a gara in corso, ma proporlo dal primo minuto richiede una preparazione profonda su un sistema radicalmente opposto, che la squadra ha dimostrato di non assimilare. I quattro gol incassati e una gara virtualmente chiusa già al terzo minuto, complice l'ennesimo svarione difensivo tra Gaspar e Tiago Gabriel, sono la testimonianza di un piano saltato in aria prima ancora di essere testato.
Il mercato estivo
Il mercato estivo ha consegnato a Di Francesco pedine importanti, a partire dal richiesto esterno destro Monterio fino ai profili di Ilic e Fatah, mentre Dembele e Bleve completano le rotazioni. Gli elementi per sviluppare l'identità originaria ci sono tutti. Ora la palla passa al tecnico, nell’attesa che i nuovi si integrino e senza regalare genialate all’avversario di turno: ritrovare il coraggio del proprio gioco resta l'unica strada percorribile per conquistare la salvezza e ripagare la fiducia dell'ambiente e della società che tra addii inaspettati e sparizioni di calciatori, ha fatto tutto il necessario per dare al tecnico un organico degno

