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Julio Sergio ricorda Lecce: "Città incredibile, ma non avevo la testa giusta"

Scritto da Filippo Verri  | 

È stato Julio Sergio l’ospite del nuovo appuntamento su Twitch con la World Soccer Agency di Alessandro Lucci, la prima agenzia internazionale di calciatori a sbarcare anche su questa piattaforma.
Ecco un estratto delle dichiarazioni dell’ex portiere brasiliano, da sempre nel cuore dei tifosi della Roma, nell’ambito del format WSA STORY che ripercorre il rapporto tra l’agenzia e i suoi assistiti storici:

La Roma di Julio Sergio

“A Roma ho vissuto anni meravigliosi, ho fatto il mio meglio dal primo giorno e le persone l’hanno visto. Come le mie famose lacrime per l’infortunio a Brescia al 90’, è stato un gesto naturale, io avrei voluto giocare anche senza una gamba. L’unico momento della carriera che avrei voluto diverso è quel secondo tempo con la Sampdoria in cui svanì il sogno scudetto nel 2010, penso sempre a cosa avrei potuto fare di diverso, non oso immaginare come sarebbe stato vincere uno scudetto con la maglia della Roma. Per il resto, non avrei potuto chiedere di più al calcio”.

Totti e De Rossi

“Francesco sarà eterno per la Roma, anche se non gioca più avrà sempre riconoscenza e amore da parte dei tifosi. Anche Daniele era un ragazzino quando ha iniziato, è cresciuto lì poi ha vinto un Mondiale. Poter condividere lo spogliatoio con questi campioni, vedere tutti i giorni la loro semplicità è stato fantastico. Sono due personaggi storici che saranno sempre ricordati per ciò che hanno fatto alla Roma, sono stato fortunato a poter vivere quegli anni insieme a loro”.

L’esperienza a Lecce

“Non avevo la testa giusta, non sono riuscito a dare il mio meglio nel Lecce. È una piazza bellissima, una città incredibile, ho conosciuto amici come Muriel, Cuadrado e Giacomazzi. Avevo tutto ed è stata solo colpa mia non mantenere il livello che avevo nella Roma, mi dispiace”.

La nuova vita di Julio Sergio

“Nel 2014 quando ho smesso, sono voluto tornare in Brasile perché qui ho la mia famiglia, poi ho studiato, sono tornato in Italia e ho fatto il corso allenatore. Nel 2015 ho iniziato questa nuova carriera fino alla fine dell’anno scorso. Purtroppo per dei problemi familiari, ho dovuto fare una scelta e rinunciare a una vita che mi teneva troppo lontano da casa. Ho riflettuto per un mese e mi sono ricordato le parole di Alessandro Lucci che aveva visto in me le caratteristiche per diventare un buon procuratore di calcio. A marzo ho deciso di aprire la mia agenzia qui in Brasile e ho anche uno studio di investimento”.

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