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Una truffa da oltre 31mila euro ai danni di una pensionata di 75 anni è stata sventata ad Alessano, dove i Carabinieri della Compagnia di Tricase hanno arrestato due uomini di 27 e 54 anni, entrambi campani. I militari hanno recuperato gioielli per circa 30mila euro e 1.250 euro in contanti, restituendo tutto alla vittima.

L'operazione è scattata nella mattinata dell'8 ottobre, dopo diverse segnalazioni di possibili truffe giunte al numero di emergenza 112.

La telefonata del falso maresciallo e la truffa ad Alessano

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, intorno alle 11.30 la pensionata ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è presentato come maresciallo dell'Arma. L'interlocutore le ha raccontato che il suo nome sarebbe comparso in un'indagine su un furto commesso in una gioielleria di Tricase. Per dimostrare la propria innocenza, la donna avrebbe dovuto consegnare denaro e oggetti preziosi a un presunto collega, incaricato di effettuare controlli sulle banconote e sulle impronte digitali.

Una storia inventata, costruita per spaventare la vittima. Poco dopo, un uomo si è presentato alla porta della pensionata, ottenendo una scatola contenente monili in oro per un valore stimato di 30mila euro e 1.250 euro in contanti.

I Carabinieri seguono l'auto da Tricase ad Alessano

Gli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tricase avevano individuato un'utilitaria con due persone a bordo, i cui movimenti avevano attirato la loro attenzione. I militari hanno deciso di seguirla a distanza fino ad Alessano, dove il veicolo ha effettuato diverse brevi soste.

Intorno alle 11.40, i Carabinieri hanno visto uno dei due uomini uscire dall'abitazione della pensionata con una scatola rosso scuro e raggiungere l'automobile, dove lo attendeva il secondo occupante. A quel punto è scattato l'intervento: entrambi sono stati bloccati prima che potessero allontanarsi.

Recuperati gioielli e contanti: tutto restituito alla pensionata

Durante il controllo del veicolo, i Carabinieri hanno trovato la scatola con i preziosi e il denaro appena consegnati dalla donna. La refurtiva, per un valore complessivo stimato di 31.250 euro, è stata riconosciuta dalla pensionata e immediatamente restituita.

I due uomini, rispettivamente di 27 e 54 anni, sono stati arrestati in flagranza perché ritenuti, secondo l'ipotesi accusatoria, coinvolti nella truffa aggravata. Al termine degli accertamenti, sono stati accompagnati nella casa circondariale di Lecce su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica, che coordina le indagini.

Truffe agli anziani, l'avvertimento dei Carabinieri

L'episodio ripropone uno schema già utilizzato in numerosi tentativi di raggiro: una telefonata allarmante, il riferimento a un presunto problema giudiziario e la richiesta urgente di consegnare soldi o gioielli.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce ricorda che nessun militare chiede denaro o preziosi per dimostrare l'innocenza di una persona, evitare un arresto o svolgere accertamenti investigativi. In presenza di telefonate sospette, la raccomandazione è interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.

Le indagini proseguono

La vicenda è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità dei due arrestati dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

⚖️ Presunzione d'innocenza

Le persone coinvolte nel procedimento sono da considerarsi innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. Le accuse sono formulate nella fase delle indagini preliminari e saranno sottoposte al vaglio dell'autorità giudiziaria nel contraddittorio tra le parti.

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