Lecce: vantaggio, espulsione ed autogol. La storia di un suicidio
Banda causa la crepa e Di Francesco con scelte cervellotiche la allarga fino a creare la voragine. Il Lecce domina finchè è in parità numerica, poi scompare dopo essere rimasto in dieci uomini, si fa autogol e soccombe
Un Lecce perfetto fino al 55' ed in vantaggio sul Parma, decide di flagellarsi, suicidarsi e seppellirsi senza una ragione valida rendendo un regalo agli avversari e perdendo una partita fin lì dominata.
Stulic dopo pochi secondi aveva aperto le marcature con una girata in area dopo aver difeso il pallone, poi i giallorossi hanno amministrato, rischiando niente e portando pericoli in serie con lo stesso Stulic, con Maleh (palo) Pierotti, nel secondo tempo con Banda, fino alla follia. Dopo la sacrosanta quanto stupida espulsione di Banda ( il Parma non aveva ancora capito come fare per rendersi pericoloso, nonostante la buona volontà e il rientro in campo più veemente) gli emiliani hanno trovato coraggio e complici anche alcune scelte cervellotiche e tardive da parte di Di Francesco, sono riusciti a pervenire al pareggio grazie ad un'autogol di Tiago Gabriel. Il ragazzone portoghese arriva sempre, ovunque, a volte anche quando non dovrebbe perchè con la sua deviazione di testa su un pallone innocuo beffa Falcone. Dal momento dell'espulsione però e fino all'autogol Di Francesco compie scelte che non pagano. Innanzitutto Banda, probabilmente il migliore in campo fino a quel momento, aveva messo la museruola ad Oristanio aiutando Ndaba sulla fascia sinistra dove cercava sbocchi anche Bernabè, due brevilinei.
DiFra, dopo il cartellino rosso a Banda, invece di spostare Maleh in aiuto a Ndaba, mette Kaba che ovviamente era già stanco ma soprattutto non poteva avere il passo dei due parmensi che infatti hanno iniziato a dominare e da lì sono iniziati i guai. Il tempo di prendere le necessarie contromisure e gli uomini di Cuesta erano già passati in vantaggio, complice Falcone (in comproprietà con Kaba) che non interviene su un pallone da calcio d'angolo messo a trenta centimetri dalla porta giallorossa, poi corretto in rete da Pellegrino. Insomma, il suicidio perfetto per una squadra che aveva in pugno la partita ed in inferiorità numerica non è riuscita a tenere il campo. Alla fine il nervosismo ha coinvolto anche Gaspar che scalciando la punta parmense è stato espulso.
Le responsabilità per aver regalato la partita sono da ascriversi innanzitutto al comportamento di Banda, non è nuovo a queste uscite e onestamente non è più il ventenne arrivato nel Salento qualche anno fa. Deve imparare a mettere a posto la testa perchè nessuno ci farà cambiare idea che il fallo da cui è scaturita l'espulsione sia stato di frustrazione a causa del gol sbagliato pochi minuti prima. Sia lui che Pierotti (che ha costretto Di Francesco a sostituirlo perchè ammonito e rischiava l'espulsione, non è la prima volta) devono collegare il cervello quando scendono in campo e devono capire che ogni stupidata ha una conseguenza, spesso grave.
L'altra mossa che non abbiamo compreso è stata la sostituzione di Stulic; siamo convinti che non sia un contropiedista, su questo DiFra ha ragione, però l'idea che trasferisci alla squadra (a quel punto sull'1-1) è quella di mettersi in trincea e non va bene, sono atteggiamenti che non hanno mai pagato. E' la trasmissione del coraggio che paga, non la paura.
Il Lecce perde malamente uno scontro diretto in casa e si appresta ad affrontare Inter e Milan, entrambe in trasferta, con squalificati (Ramadani, Banda e Gaspar) ed infortunati (Berisha e Camarda, oltre a Morente). Pantaleo Corvino è intervenuto sul mercato ed ha portato in giallorosso tre centrocampisti, questo vuol dire che almeno quattro sono in uscita, più Rafia che ha già trovato casa, oltre a Guilbert e Kouassi. Allo stato però il Lecce ha circa trentacinque elementi in organico, con tutti i “casini” che comporta doverli allenare, inoltre con questi ulteriori sei milioni e mezzo spesi in stagione ha battuto tutti i record in uscita. Il problema è che serve ancora una punta, un esterno offensivo e un'alternativa a Veiga, a meno che non si voglia puntare sul giovane cileno (Perez) ed adattarlo in quel ruolo. Ovviamente la priorità diventano le uscite, il mercato è iniziato da dieci giorni e il tempo per intervenire c'è.
Mercoledì a Milano contro l'Inter i giallorossi si accingono a disputare la classica partita “ingiocabile” contro la squadra attualmente più in forma del campionato, è la gara del girone di andata da recuperare a causa della Supercoppa italiana. Ci aspettiamo sul campo una risposta netta, una gara da giocare anche oltre quelle che possono essere le reali capacità dei giallorossi in modo da poter dimenticare in fretta i tre punti persi contro il Parma.








