Dal sogno scudetto bis all’addio: Conte lascia Napoli
Due anni, uno scudetto storico e una Supercoppa: ora il tecnico è pronto a voltare pagina
Antonio Conte lascia Napoli. Stavolta davvero. E non sarà il cuore, né l’amore di una città intera, a cambiare una decisione maturata da tempo. Il tecnico salentino ha scelto di fermarsi qui, dopo aver riportato il tricolore sotto il Vesuvio in un’impresa che soltanto due anni fa sembrava impossibile persino da immaginare. Uno scudetto pesantissimo, storico, accompagnato anche dalla Supercoppa Italiana: abbastanza per entrare nella memoria collettiva del popolo azzurro.
Conte se ne andrà con un anno d’anticipo rispetto all’accordo firmato nell’estate 2024. E lo farà rinunciando anche agli 8 milioni che avrebbe incassato restando fino al 2027. Un dettaglio che racconta molto del rapporto costruito con Aurelio De Laurentiis: intenso, spesso ruvido, ma fondato su rispetto reciproco. Il presidente non farà barricate. Nessun muro contro muro, nessuna guerra fredda. Solo una stretta di mano e la presa d’atto che un ciclo è finito.
Quando l'ufficialità?
L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare subito dopo la sfida con l’Udinese, l’ultima di Conte sulla panchina azzurra prima della partenza di De Laurentiis per gli Stati Uniti. Sarà la chiusura simbolica di un biennio vissuto sempre ad alta tensione, come nel pieno stile dell’allenatore pugliese: 53 vittorie, 19 pareggi e 18 sconfitte prima degli ultimi novanta minuti stagionali.
Ma dietro l’addio non c’è soltanto la fatica accumulata. C’è anche la consapevolezza che il Napoli del futuro sarà diverso. Più giovane, più sostenibile, meno ricco. Il club dovrà rientrare in parametri economici inevitabili: niente fondi sovrani, niente capitali infiniti, ma una gestione attenta e rigorosa. Il monte ingaggi da 110 milioni — oggi il terzo più alto della Serie A dietro Inter e Juventus — dovrà essere alleggerito. E anche la rosa sarà profondamente rinnovata: con i suoi 28 anni di media, quella azzurra è stata la più “anziana” del campionato.

Conte, allora, ha scelto di fermarsi adesso. Da vincente. Con la sensazione di aver dato tutto e forse anche qualcosa di più. Per lui il ciclo è concluso: difficile immaginare di poter migliorare quanto costruito in questi due anni in una piazza che vive il calcio con intensità quasi religiosa.
Futuro
E il futuro? Al momento non risultano contatti concreti con altri club. Nessuna panchina pronta, nemmeno quella della Nazionale. Per questo prende quota anche l’ipotesi di un anno sabbatico, soluzione che Conte ha già preso in considerazione in passato.
Così il Napoli del centenario nascerà senza il suo condottiero. Senza l’uomo che ha guidato la cavalcata del quarto scudetto. Ma con un’eredità pesantissima lasciata in città: la mentalità, prima ancora dei trofei.




