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L'assalto al Postamat di Villa Convento, frazione di Lecce, entra in un'inchiesta su una serie di colpi ai bancomat con la tecnica della «marmotta». I Carabinieri della Compagnia di Cittaducale, in provincia di Rieti, hanno ricostruito quattro ulteriori episodi ai quali, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbe preso parte un uomo originario di Cerignola, già arrestato nel marzo scorso per un assalto nel Lazio.

Tre dei colpi oggetto dei nuovi approfondimenti, avvenuti in Calabria, avrebbero fruttato complessivamente circa 201.750 euro. Il tentativo di Villa Convento, invece, non avrebbe prodotto alcun bottino in contanti: i cassetti prelevati dal Postamat erano vuoti.

Bancomat a Villa Convento: il colpo del 12 ottobre 2025

Il collegamento con il Salento riguarda un episodio avvenuto il 12 ottobre 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni malviventi avrebbero preso di mira lo sportello Postamat di Villa Convento, riuscendo ad asportare quattro cassetti del dispositivo.

I contenitori sono però risultati privi di denaro. Per questo episodio gli investigatori non indicano una somma sottratta, pur contestando nell'ambito della ricostruzione una modalità di azione riconducibile agli assalti agli sportelli automatici.

Le indagini successive avrebbero permesso di associare il presunto partecipante anche a questo fatto, insieme ad altri tre episodi registrati in Calabria fra il dicembre 2025 e il gennaio 2026.

Dalla Calabria oltre 200mila euro: i tre colpi ricostruiti

Il più consistente degli assalti esaminati dagli investigatori risale al 23 dicembre 2025 a Lauropoli, frazione di Cassano all'Ionio, nel Cosentino: dal Postamat sarebbero stati portati via circa 130mila euro.

Il giorno successivo, il 24 dicembre, sarebbe stato preso di mira uno sportello della Banca di Credito Cooperativo di Santa Maria del Cedro, sempre in provincia di Cosenza. In quel caso il denaro sottratto sarebbe stato pari a 3.130 euro.

L'ultimo dei quattro fatti ora ricostruiti risale al 15 gennaio 2026 a Camigliatello Silano, nel territorio di Spezzano della Sila: dall'ATM della Banca Monte dei Paschi di Siena sarebbero stati asportati 68.620 euro.

La somma dei tre episodi con effettiva sottrazione di contante raggiunge 201.750 euro. La cifra non riguarda il Postamat di Villa Convento, dove i cassetti prelevati erano vuoti.

La «marmotta» e l'arresto di marzo nel Reatino

Gli accertamenti dei Carabinieri sono partiti dall'assalto avvenuto nella notte del 29 marzo 2026 a Varco Sabino, ai danni dell'ATM dell'ufficio postale. Intorno alle 3:30 sarebbe stato utilizzato un congegno esplosivo artigianale, comunemente chiamato «marmotta», per forzare lo sportello e raggiungere il denaro custodito all'interno.

In quella circostanza l'intervento dei militari aveva portato a bloccare uno dei presunti componenti del gruppo a bordo di una Fiat Panda. Nell'auto, secondo la ricostruzione investigativa, erano stati rinvenuti un ordigno inesploso, un passamontagna e attrezzi utilizzabili per lo scasso.

Altri presunti partecipanti, inizialmente fuggiti nell'area circostante, erano stati rintracciati e arrestati nei pressi del casello autostradale A24 di Valle del Salto, a bordo di una Toyota Yaris. Durante l'operazione erano stati recuperati circa 2.100 euro in contanti, considerati dagli investigatori provento dell'assalto.

L'esame incrociato degli elementi raccolti a marzo con quelli relativi agli episodi precedenti ha permesso agli investigatori di ampliare il quadro delle contestazioni. L'uomo originario di Cerignola, attualmente agli arresti domiciliari, è ora indicato come presunto coinvolto anche negli altri quattro fatti.

Inchiesta sui bancomat: gli sviluppi delle indagini

Il lavoro della Compagnia di Cittaducale collega dunque il colpo del Reatino a una serie di assalti distribuiti in più regioni, fra cui quello avvenuto a Villa Convento. Al centro dell'indagine ci sono modalità operative ritenute simili e riscontri raccolti dagli investigatori a distanza di mesi.

Si tratta, allo stato attuale, di ipotesi investigative: l'eventuale responsabilità dell'uomo per ciascuno dei fatti contestati dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie. I prossimi passaggi del procedimento chiariranno la tenuta dei collegamenti individuati dagli inquirenti.

Presunzione di innocenza
Il procedimento si trova nella fase delle indagini. Le contestazioni formulate nei confronti delle persone coinvolte rappresentano l'ipotesi accusatoria e la loro responsabilità potrà essere accertata definitivamente soltanto con una sentenza o un decreto penale di condanna irrevocabili.
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