Infortunati Lecce: il commento del Dottor Palaia

Le parole dell'ex dottore del club salentino ai microfoni di PL Talk
Ieri nel consueto appuntamento del giovedì con PL Talk, Andrea Sperti e Pierpaolo Verri hanno intervistato il mitico Dott.Palaia. Per lui 1598 partite in giallorosso e 39 anni di onorato servizio per la causa del Lecce, che ricorda sempre con affetto ed immutata passione. Queste le sue parole durante la puntata:
Sono e sarò sempre tifoso del Lecce. A me fa piacere la posizione del Lecce perché finalmente stiamo capendo che quando si lavora in squadra non esiste un io ma esiste il noi. Ogni riferimento è puramente casuale. Ci sono poi due miei grandi amici: Massimo Neri ed Eusebio Di Francesco. Con Massimo in particolare ci sentiamo spesso e c’è grande stima. Tutto questo, a maggior ragione, mi lega al Lecce e mi rende orgoglioso dei risultati che stiamo ottenendo.
Il recupero
Nei carichi di lavoro il recupero è importante, per capirci è allenante. Con tutti gli impegni ravvicinati, il recupero non è completo e ti porta ad andare incontro ad eventuali lesioni. Lo vediamo in tutte le squadre, non solo nel Lecce.
Il caso Berisha
Il caso Berisha è un caso molto particolare. Non conosco le dinamiche, posso solo supporre e non voglio mancare di rispetto nei confronti dell’attuale staff medico, anche se lì ci sono ragazzi che ho cresciuto. Mi dispiace che, nonostante l’intervento, abbia avuto un’altra recidiva, perché di questo si tratta.
L'infortunio di Ilic
Per Ilic, invece, dobbiamo guardare lo storico degli infortuni, purtroppo. Ha giocato poco ultimamente e non per mancanza di qualità, anzi. Le qualità sono tante. Spero che il problema non interessi sempre lo stesso muscolo.
Ho sentito, ma non so se è vero è una voce di corridoio, che Ilic sta andando anche in Finlandia a fare l’intervento. Adesso, secondo me, stanno abusando di questi interventi che riguardano il tendine riflesso del retto del quadricipite. Io, nella mia carriera, ne ho avuti due: Falco e Caturano ma non si sono operati.
Sono situazioni che vanno affrontate in equipe, ma questi interventi spesso sono mediati e richiesti dai procuratori di questi ragazzi. Sono quelli che a volte decidono l’intervento e chi lo deve fare e questo è destabilizzante per lo staff medico della squadra di appartenenza del giocatore.
C'è anche da tenere conto che quando un giocatore è in prestito come Ilic, è la squadra proprietaria del cartellino a gestire l’approccio medico.
Lo stop di Coulibaly
Per Coulibaly si parla di primo grado, quindi la prognosi è di 3-4 settimane. Penso che tornerà dopo la sosta, ma possiamo stare tranquilli perché lo staff del Lecce è di livello.
Il recupero di Kaba
Per il crociato anteriore la guarigione clinica è dai 4 ai 6 mesi. Però un calciatore per tornare ai livelli precedenti ha bisogno di almeno un annetto. Kaba potrà aver ottenuto il massimo del rendimento superando gli step dei quali ho parlato e magari ritornare il giocatore ammirato prima.

Gandelman come Sinner?
Gandelman secondo me aveva il problema già al momento dell’acquisto. Lui ha la tendinopatia dell'apparato estensore del ginocchio e questa ha dei momenti di acuzie e dei momenti remissione. Le ho viste, le ho curate e le onde d’urto la fanno da padrone in queste problematiche. Prevenzione e buon rinforzo muscolare la norma, per evitare sovraccarico funzionale.
Uguale a quello di Sinner? Parliamo di un discorso diverso, in questo caso l’ho visto parecchio nei fondisti e si chiama sindrome della bandelletta ileo tibiale. Per Sinner o si è fatta una diagnosi diversa o c’è un problema di recuperi che non seguono il carico di lavoro.
Le sfide contro la Juventus
Ho diverse partite nel cuore contro la Juventus. Quella vinta a Torino, l’unica vittoria contro i bianconeri fuori casa della nostra storia, ed anche quella vinta in casa con gol di Moriero. Però per me il massimo rimane il 4 a 0 contro il Bari al San Nicola, è stata una goduria totale, più di tutte le altre vittorie.
I giocatori che ricorda ancora
C’era un giocatore che dava il massimo durante gli allenamenti ed in gara e che giocò con una lesione muscolare. Era Tonetto, lui era di una professionalità da far paura.
Chi mi ha impressionato di più tecnicamente? Certamente Vucinic, aveva qualità uniche, io me lo sono cresciuto, la prima volta che l’ho visto aveva 15 anni. E poi Chevanton, altro grandissimo giocatore. Me li sono portati con me anche al corso di management sportivo ad Unisalento, ho fatto raccontare loro le esperienze di calcio e di vita che hanno vissuto.

