Benzina e gasolio in Puglia, blocchi e rifornimenti: cosa cambia dopo Taranto
Tolto il blocco alla raffineria Eni, continuano le proteste degli autotrasportatori. A Bari si apre un tavolo permanente; oggi confronto con il ministero.
La crisi dei carburanti in Puglia entra in una nuova fase: il blocco agli accessi della raffineria Eni di Taranto è stato rimosso, ma la protesta degli autotrasportatori non è terminata. Dopo giorni di difficoltà nei rifornimenti, l'attenzione si sposta ora sui presidi ancora attivi e sugli incontri istituzionali dedicati al caro gasolio.
Raffineria Eni di Taranto: cosa è cambiato
Il 16 ottobre i lavoratori dell'ex Ilva hanno sospeso la protesta che aveva ostacolato l'accesso alla raffineria. La mobilitazione, legata al futuro dello stabilimento siderurgico, aveva rallentato il trasporto di carburante verso Puglia, Basilicata e Calabria. Reuters ha documentato la sospensione dei blocchi in attesa di ulteriori confronti sul futuro dell'acciaieria.
La riapertura degli accessi permette la ripresa della distribuzione, ma non equivale alla conferma che tutti i distributori siano tornati regolarmente riforniti. Non è disponibile un dato aggiornato e verificato, valido per l'intera regione, sul numero degli impianti ancora senza benzina o gasolio.
Distributori senza carburante: i dati dei giorni di crisi
Il 15 ottobre RaiNews Puglia riferiva la stima del sindacato Fi.Ge.Ca. secondo cui sette distributori su dieci non avevano più carburante. Era una fotografia dell'emergenza in quel giorno, non un dato aggiornato al 20 ottobre. Per gli automobilisti, la disponibilità va verificata presso il singolo impianto.
Proteste degli autotrasportatori: il tavolo in Regione
Lunedì 19 ottobre circa 35 tir sono partiti da Altamura per raggiungere Bari. Secondo RaiNews, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha incontrato i manifestanti e avviato un tavolo tecnico permanente con gli autotrasportatori. È stata inoltre prevista la partecipazione di due rappresentanti della protesta di Altamura al confronto ministeriale del 20 ottobre.
Le richieste comprendono interventi sul costo del gasolio, risorse per le imprese e tempi di riconoscimento dei crediti d'imposta. ANSA ha riportato le rivendicazioni avanzate durante la manifestazione.
Blocchi stradali e conseguenze per le aziende salentine
La mobilitazione degli autotrasportatori interessa anche Basilicata e Calabria. RaiNews segnala presidi e rallentamenti lungo la statale 106 Jonica, in particolare nell'area di Scanzano. Le proteste vanno distinte da quelle dei dipendenti dell'ex Ilva: la rimozione di un blocco non implica automaticamente la fine degli altri.
Nel Salento l'amministrazione di Leverano ha denunciato il fermo di merci florovivaistiche e ortofrutticole, con particolare preoccupazione per le consegne precedenti Ognissanti. Il rischio riguarda le vendite stagionali e il lavoro delle imprese che riforniscono mercati nazionali ed europei.
Le prossime decisioni attese
L'esito degli incontri previsti il 20 ottobre potrà chiarire se saranno adottate misure per gli autotrasportatori e se i presidi verranno sospesi. Fino alla comunicazione di decisioni ufficiali non è possibile indicare una data certa per il ritorno alla normalità di tutti i rifornimenti e della circolazione delle merci.

