L'Italia degli 'incompresi': da Kayode a Doumbia, il talento cresce anche lontano dalla Serie A

Contro la Turchia Mancini può affidarsi a diversi giovani che hanno trovato spazio e continuità fuori dal campionato italiano. Il caso diverso di Romano, oggi al Cagliari.
L'Italia che Roberto Mancini prepara contro la Turchia racconta anche qualcosa del rapporto tra il nostro calcio e i suoi giovani. Nella probabile formazione azzurra trovano spazio giocatori che hanno dovuto cambiare squadra, campionato o percorso per conquistarsi una possibilità ad alto livello.
I nomi più evidenti sono Michael Kayode, Matteo Ruggeri e Issa Doumbia, oggi rispettivamente al Brentford, all'Aston Villa e allo Sporting CP. Accanto a loro c'è Alessandro Romano, rientrato nel calcio italiano attraverso il Cagliari dopo essere cresciuto tra Svizzera e settore giovanile della Roma.
Kayode, dalla Fiorentina alla Premier e poi alla Nazionale
Michael Kayode è probabilmente il caso più evidente. Dopo essere cresciuto nella Fiorentina, il terzino ha trovato continuità in Premier League con il Brentford, dove si è imposto anche grazie a caratteristiche fisiche e tecniche che in Inghilterra sono state valorizzate in modo particolare.
La convocazione di Mancini è arrivata in un momento di piena maturazione. Contro la Turchia, nella gara d'andata, Kayode ha anche trovato il suo primo gol in Nazionale, accompagnandolo con una prestazione di forte impatto.
Ruggeri e Doumbia, due percorsi costruiti lontano dalla Serie A
Matteo Ruggeri, cresciuto nell'Atalanta, oggi gioca nell'Aston Villa. Mancini lo ha richiamato dopo il forfait di Federico Dimarco e il suo profilo offre una soluzione diversa sulla fascia sinistra, con corsa, fisicità e capacità di coprire tutta la corsia.
Issa Doumbia ha seguito un percorso ancora differente. Dopo AlbinoLeffe e Venezia, nell'estate 2026 è passato allo Sporting CP. Il centrocampista classe 2003 ha trovato in Portogallo un ambiente adatto alla propria crescita e la prima convocazione in Nazionale è arrivata proprio durante questa finestra.
Romano, la scelta dell'Italia e la chance con Mancini
Alessandro Romano rappresenta invece un caso diverso. Nato e cresciuto in Svizzera, ha giocato nelle selezioni giovanili elvetiche prima di scegliere definitivamente l'Italia. Dopo il settore giovanile della Roma, oggi è al Cagliari e ha già trovato spazio con continuità in Serie A.
La FIFA ha dato il via libera al cambio di nazionalità sportiva poche settimane fa e Mancini lo ha immediatamente inserito nel nuovo ciclo azzurro. Contro il Belgio è partito titolare, mentre con la Turchia potrebbe tornare dall'inizio in cabina di regia.
Una Nazionale che guarda anche fuori dai confini italiani
Il dato interessante non è semplicemente quanti convocati giochino all'estero. È il fatto che diversi giovani italiani abbiano trovato fuori dalla Serie A lo spazio, la continuità o il contesto necessari per completare il proprio sviluppo.
Nella lista di Mancini ci sono anche Donnarumma al Manchester City, Calafiori all'Arsenal, Coppola al Paris FC, Tonali al Tottenham, Inacio al Borussia Dortmund e Zoma al Norimberga. La Nazionale, quindi, sta diventando sempre meno dipendente dal solo bacino della Serie A.
Per il calcio italiano è un tema che merita attenzione: perdere un giovane all'estero non significa necessariamente perderlo per la Nazionale. In alcuni casi, anzi, proprio il passaggio fuori dai confini può accelerarne la crescita e restituire all'Italia un giocatore più pronto.

