Pisa-Lecce nella morsa del fuoco: partita a rischio tra fumo e paura
Incendio sul Monte Faeta, 3.500 sfollati ad Asciano e aria irrespirabile: si gioca alle 20:45, ma l’ipotesi rinvio resta sullo sfondo
A poche ore dal fischio d’inizio di Pisa-Lecce, il calcio passa inevitabilmente in secondo piano. Attorno alla Cetilar Arena si respira un’aria pesante, in tutti i sensi. L’incendio divampato mercoledì 29 aprile sul Monte Faeta, alimentato da raffiche insistenti di grecale, ha cambiato il volto della vigilia, trasformandola in una corsa contro il tempo.
La situazione più critica si registra ad Asciano, a ridosso dello stadio nerazzurro: sono circa 3.500 gli sfollati, costretti a lasciare le proprie abitazioni mentre il fumo continua ad avvolgere la zona. Proprio nei pressi dell’impianto, l’aria è diventata irrespirabile, una cappa grigia che preoccupa autorità e addetti ai lavori.
E mentre la città fa i conti con l’emergenza, resta sospesa anche la partita in programma questa sera alle 20:45. Ufficialmente non si parla ancora di rinvio, ma l’ipotesi – seppur al momento remota – esiste eccome. Molto dipenderà dall’evoluzione delle condizioni ambientali nelle prossime ore e dalla gestione dell’emergenza sul territorio.
Sul campo, intanto, il match pesa come un macigno. Non è una gara qualsiasi: potrebbe arrivare il primo verdetto della stagione. Il Pisa, guidato da Oscar Hiljemark, si gioca infatti una fetta decisiva del proprio destino. Una sconfitta potrebbe sancire matematicamente la retrocessione, chiudendo nel modo più amaro un’annata già complicata.
Ma stavolta il risultato rischia di passare in secondo piano. Perché quando il vento soffia forte e il fumo invade la città, il calcio si ferma a guardare. E aspetta.





