header logo

Valore aggiunto. Per noi mister Eusebio Di Francesco lo è sempre stato. Fin dal suo arrivo. Ed infatti, nei giorni precedenti alla sua firma sul contratto, abbiamo sempre sponsorizzato il suo nome, dicendo che sarebbe stato l’allenatore perfetto per il Lecce. Lo pensiamo ancora.

Doti indiscutibili 

Le sue doti da tecnico sono indiscutibili. Nelle idee tattiche, nella gestione del gruppo, nel lavoro certosino che compie con i giovani e la loro valorizzazione. L’ex allenatore tra le altre di Roma, Venezia e Frosinone prepara le partite alla perfezione ed ha un’ottima conoscenza del calcio, soprattutto della fase offensiva. Le sue squadre storicamente propongono, verticalizzano e divertono. 

Diciamo che di questi tempi fatti di disputa tra giochisti e risultatisti, l’allenatore abruzzese lo collochiamo certamente nella prima categoria, anche perché i risultati negli ultimi anni non sono arrivati, ma anche e soprattutto non a causa di sue responsabilità.

eusebio di francesco

Non è totalmente il Lecce di Di Francesco 

Eppure, in questo Lecce, in questa prima parte di stagione, abbiamo visto solo a sprazzi l’identità delle squadre di Eusebio Di Francesco. Anche in casa delle grandi i giallorossi hanno pensato sempre più a difendere, quasi mai ad attaccare. Le assenze hanno certamente giocato un ruolo chiave ma è stato l’atteggiamento collettivo ad allarmarci. Quella voglia costante di tenersi aggrappati allo 0 a 0, senza il coraggio di provare a spingersi oltre, a sfruttare le ripartenze in modo adeguato per fare male pure dall’altra parte del campo. Ci è sembrato un Lecce a due facce: perfetto o quasi dietro, nullo o quasi davanti. Ci aspettavamo qualcosa in più.

Valore aggiunto 

Ecco, quindi, che ritorna il discorso iniziale, il concetto espresso pure nel titolo. Eusebio Di Francesco ha l’esperienza e le competenze per analizzare il problema gol e risolverlo. Anzi, innanzitutto il problema occasioni da gol, perché questa squadra prima che segnare fa fatica proprio a creare possibilità ed opportunità da rete.

Il Lecce che vorremmo vedere d’ora in avanti deve essere più coraggioso. Più intraprendente. Più desideroso di andare a vincere le partite. In Serie A la difesa strenua può pagare qualche volta, ma alla lunga il conto diventa salato e le altre scappano via. 

13 gol in 21 partite sono pochi. Pochissimi. Gli assenti stanno tornando, le alternative adesso ci sono. È arrivato il momento di ricominciare a correre e dimostrare che questa squadra c’è, è viva, sa segnare e magari pure vincere. Già a partire da sabato. 

Caressa: "Lecce, il portiere e la difesa ci sono". Marinozzi: "Non hanno margine di errore"
In Italia leoni, ma in Europa?

💬 Commenti