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Falco e la sua Lecce: lì dove tutto è nato, lì dove tutto è cambiato

Scritto da Filippo Verri  | 
L’estate 2018 ha segnato l’arrivo in giallorosso di Filippo Falco. È stato un ritorno a casa dopo 5 anni dall’ultima apparizione per il fantasista originario di Pulsano, che dopo una serie di prestiti aveva lasciato definitivamente il Salento, tentando fortuna in Serie A con la maglia del Bologna. 9 presenze e qualche rimpianto: dopo pochi mesi Falco fa una nuova esperienza in prestito, questa volta al Cesena in B, e la musica sembra cambiare; 4 gol e 1 assist in poco meno di metà stagione convincono il Benevento ad assicurarsi le sue prestazioni per la stagione seguente, quella che sarà, prima dell’approdo a Lecce, la migliore per l’attaccante tarantino. Difatti quel Benevento raggiungerà la storica promozione in A anche grazie alle prestazioni di Falco, che siglerà 6 gol e 7 assist. Sembrava la svolta per la sua carriera, ma una grande stagione in B non gli ha permesso una seconda possibilità nella massima serie. La stagione 2017-2018 è probabilmente la peggiore nel suo percorso di crescita, con 2 esperienze diverse (Perugia e Pescara), 16 presenze, un solo gol e qualche infortunio di troppo. Era forte in lui il bisogno di ripartire, e proprio per questo ha deciso di farlo dove tutto è iniziato. In estate il Lecce ufficializza il suo tesseramento ed è il momento della svolta sia per i giallorossi sia per la sua carriera. I dati parlano da soli: 7 reti e 10 assist in 31 partite; Falco è tornato a far gioire il Salento e finalmente si è ripreso la Serie A. Nel mercato estivo molte pedine cambiano, ma lui resta lì, al centro del progetto, ed è un protagonista assoluto anche in campo. Alla prima nella scala del calcio crea il panico tra la difesa dell’Inter, non passando assolutamente inosservato all’esterno. Spopolano infatti sui social i suoi dribbling attorno le maglie nerazzurre, tra complimenti illustri e un nuovo soprannome: “il Messi del Salento”. Il primo gol arriva nel 2-2 casalingo con il Sassuolo su punizione, una delle sue specialità. 5 giorni dopo sigla un altro assist, questa volta contro il Genoa, e le voci che lo vogliono in azzurro nella selezione di Roberto Mancini si fanno sempre più insistenti. Nella mini-crisi autunnale del Lecce fa fatica ad emergere un po’ come tutti, ma nel momento della ripartenza mette la quinta colpendo prima il Torino con il gol del 3-0, e poi il Napoli con un assist al bacio per Lapadula. Non ci sono più dubbi: è un Falco 2.0, pronto a centrare nuovi obiettivi in giallorosso e perché no, sognare la convocazione nella nazionale italiana in vista di Euro 2021.

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