Danza e rito, a Lecce due giorni di studi sul patrimonio culturale immateriale
Il 3 e 4 ottobre il Museo Castromediano ospita il convegno promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta e dalla Fondazione Aquileia. Al centro pizzica, furlana e trasformazione delle pratiche coreutico-musicali
Il rapporto tra danza, rito e patrimonio culturale immateriale sarà al centro del convegno di studi “Danza e Rito. Tra sacro e profano, pratiche rituali e forme del patrimonio”, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre nell’Auditorium del Museo Castromediano di Lecce.
L'appuntamento prosegue il percorso di “Dal Salento ad Aquileia”, progetto promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta e dalla Fondazione Aquileia. Dopo il laboratorio di idee organizzato ad Aquileia nel marzo scorso, il confronto si sposta nel Salento e si apre ad altri contesti italiani e mediterranei.
Il punto di partenza è il dialogo tra due pratiche lontane geograficamente e storicamente: la pizzica pizzica salentina e la furlana friulana. Studiosi e ricercatori affronteranno il modo in cui queste e altre espressioni vengono tramandate, trasformate e rappresentate nel tempo, con particolare attenzione ai processi di salvaguardia del patrimonio immateriale.
Danza e rito, il programma di sabato 3 ottobre
I lavori inizieranno alle 15 con i saluti istituzionali. Fanny Bortone, dottoranda in Governance dello sviluppo locale all'Università del Salento e ricercatrice della Fondazione La Notte della Taranta, introdurrà il convegno con la relazione “Tra origine e analogia: per un’epistemologia del confronto tra Salento e Friuli”.
Alle 15.30 inizierà la sessione “La danza e il sacro nella storia”, presieduta da Daniela Castaldo, presidente del Comitato scientifico della Fondazione La Notte della Taranta.
Interverranno Gabriele Pelizzari sul rapporto tra esperienza religiosa, guarigione e tradizione cristiana aquileiese; Donatella Tronca sul rapporto tra corpo, ritmo e immaginazione tra Antichità e Medioevo; Alessandro Di Muro sulle terapie coreutico-musicali nel Mezzogiorno longobardo.
Dopo il coffee break, dalle 17.30, spazio alla sessione “Cartografie rituali tra passato e presente”, presieduta da Fanny Bortone. Valter Colle si concentrerà sulla furlana e sui processi di reinterpretazione delle fonti; Marco Lutzu analizzerà continuità e trasformazioni del ballo sardo; Vincenzo Santoro affronterà i nuovi percorsi del tarantismo mediterraneo.
Domenica il confronto sulla salvaguardia del patrimonio
La seconda giornata inizierà domenica 4 ottobre alle 9.30 con la sessione “Pratiche di salvaguardia, trasformazione e rifunzionalizzazione”, presieduta da Vincenzo Santoro.
Sono previsti gli interventi di Placida Staro, Eugenio Imbriani e di Omerita Ranalli e Claudio Rizzoni dell'ICPI – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
Dopo il coffee break delle 11, alle 11.30 si terranno le comunicazioni e il dibattito. Le conclusioni saranno affidate a Massimo Bray, presidente della Fondazione La Notte della Taranta.
Il progetto “Dal Salento ad Aquileia”
Il progetto è sostenuto dalla Regione Puglia e dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e coinvolge il Comune di Aquileia, l'Unione dei Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia, l'Unione dei Comuni della Grecìa salentina e l'Istituto Diego Carpitella.
La collaborazione comprende inoltre il Ministero della Cultura – ICPI, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, e il Museo Castromediano.
L'obiettivo è mettere a confronto territori ed esperienze attraverso discipline differenti, dalla storiografia alla musicologia, dall'etnomusicologia agli studi coreutici e all'antropologia, concentrandosi sulle modalità con cui il patrimonio culturale immateriale viene trasmesso e salvaguardato.

