Tiago Gabriel si rivela: "Ecco dove devo migliorare. Di Francesco..."
Le parole del centrale portoghese giallorosso a La Gazzetta dello Sport
Tiago Gabriel è stato tutta l'estate al centro di voci di mercato ma alla fine è rimasto a Lecce ed ha già segnato 2 gol in 7 partite, fornendo prestazioni più che convincenti. Oggi è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport e queste sono le sue dichiarazioni.
Mister Di Francesco? Mi trovo benissimo: mi ha dato fiducia fin dal primo giorno. Parla molto con i suoi giocatori, dà consigli, spiega dove si deve migliorare: per un giovane è fondamentale. Dove devo migliorare? In tante cose visto che ho ancora poca esperienza: su tutto direi la concentrazione.
Con i miei compagni
Con chi lego? Con il mio connazionale Danilo Veiga siamo quasi fratelli, a Lecce siamo arrivati assieme dall’Estrela Amadora. Comunque vado d’accordo un po’ con tutti: se devo sceglierne altri dico Gaspar e Paco Esteban.
Numero 44
Non c’è un motivo preciso. L’avevo scelta quando ero un bambino e giocavo attaccante e da allora l’ho sempre usata.
Giorno speciale in giallorosso
Il giorno della salvezza nel maggio 2025, quando ci siamo salvati all’ultima giornata vincendo a Roma, contro la Lazio, giocando in 10. Quel giorno abbiamo fatto la storia.

La partita contro la Juventus
Ha tanti grandi giocatori anche se mancherà il mio connazionale Chico Conceição a cui faccio un grande augurio di pronta guarigione. Speriamo di fare una bella partita e che i nostri tifosi si divertano.
Le sue origini
Sì, mio padre è francese e mia madre portoghese. Loro si sono divisi e io e mia sorella, quando ancora eravamo piccoli, abbiamo seguito la mamma. Da quando avevo quattro anni e mezzo avevo in testa il calcio.
Non provengo da una famiglia di sportivi, ma da bambino avevo sempre il pallone in mano: evidentemente era destino. Sono cresciuto con Cristiano Ronaldo come modello, volevo essere come lui, lo imitavo in ogni suo movimento. Tanto è vero che ho cominciato come esterno offensivo. Poi mi hanno arretrato a terzino destro e in seguito, siccome sono molto alto, sono finito a fare il centrale di difesa.
Nel Salento, tra mare e famiglia
La famiglia è molto importante, quando non gioco e non mi alleno adoro stare con la mia famiglia. Nel tempo libero amo anche fare passeggiate in centro città a Lecce, dove abito. Posto preferito? Spesso con la famiglia andiamo a Porto Cesareo. Il mare del Salento è meglio di quello portoghese, nel nostro paese l’acqua è molto fredda…
Crescita
Onestamente non mi aspettavo una risalita così veloce, due anni fa ho debuttato da professionista nell’Estrela Amadora e poco prima giocavo in quinta serie. Poi è arrivata la chiamata del Lecce, mi hanno voluto Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera e ho detto subito sì: non conoscevo la città, ma sapevo che la squadra giocava in Serie A e che per me sarebbe stata una grande opportunità. Poi ho guardato le foto della città dove sarei andato e mi sono ancora di più convinto della scelta.




