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Il fico nel Salento è legato a un patrimonio di varietà locali che la Regione Puglia documenta soprattutto in provincia di Lecce. Ficus carica L. appartiene alle Moraceae e dietro il nome comune “fico” esistono cultivar come Dell'Abate, Lattarola, Menunceddha, Paradiso, Rigato, Rizzeddha e Russeddha.

Gli elenchi regionali mostrano quindi che il fico non è soltanto una presenza familiare nelle campagne: è anche una parte concreta dell'agrobiodiversità salentina.

Fico nel Salento: la scheda botanica

Voce Dettaglio
Nome scientifico Ficus carica L.
Famiglia Moraceae
Tipo Albero o arbusto deciduo
Foglie Grandi, alterne, generalmente lobate
Diffusione locale Numerose varietà censite dalla Regione Puglia in provincia di Lecce

Come riconoscere il fico

Ficus carica è una pianta decidua, spesso molto ramificata, con grandi foglie lobate e lattice bianco nei tessuti. Quello che comunemente chiamiamo fico è botanicamente un siconio: una struttura carnosa che racchiude i piccoli fiori e, successivamente, i veri frutti.

Le varietà di fico censite nel Salento

Negli elenchi ufficiali della Regione Puglia compaiono numerose varietà associate alla provincia di Lecce: Coppa, Dei Greci, Dell'Abate, Della Mota, Farà, Làncina, Lattarola, Marangiana, Menunceddha, Noce, Paccia, Paradiso, Pasulita, Pelosa, Processotto, Quagghia, Rigato, Rizzeddha e Russeddha, oltre ad altre presenti in areali più ampi.

La quantità di denominazioni documenta una lunga selezione agricola locale e un patrimonio varietale che rischia di essere poco conosciuto fuori dalle campagne.

Il Fico Abate, una varietà documentata nel Salento

Il Registro regionale dedica una scheda specifica al Fico Abate, indicando come ambito locale di riferimento le province di Lecce e Brindisi. La Regione ricorda che la varietà era già descritta nel 1909 nell'opera Il Fico di Vallese.

La scheda la segnala soprattutto nella cintura leccese, citando Cavallino, Monteroni e Lequile. Il frutto ha buccia verde-gialla e polpa rosso scuro; la raccolta è indicata nella seconda decade di agosto. Materiale della varietà è conservato anche presso l'Orto Botanico dell'Università del Salento.

Fichi e fioroni: perché il calendario cambia

Non tutte le cultivar producono nello stesso modo. Alcune possono dare una prima produzione sui rami dell'anno precedente, i cosiddetti fioroni, e una successiva sui germogli dell'anno; altre hanno una sola produzione principale.

Per questo non esiste una sola data di maturazione valida per tutti i fichi del Salento: cultivar, clima e condizioni colturali modificano il calendario.

Il fico e il clima pugliese

La coltivazione regionale è documentata anche dai disciplinari di produzione integrata della Puglia dedicati a Ficus carica. Le indicazioni tecniche richiamano l'attenzione sulla gestione dell'acqua vicino alla raccolta: apporti eccessivi dopo periodi siccitosi possono favorire la spaccatura dei frutti.

Il fico è originario del Salento?

No. Plants of the World Online dei Royal Botanic Gardens, Kew colloca l'areale nativo di Ficus carica dal Mediterraneo orientale all'Asia centrale e all'Himalaya occidentale, mentre l'Italia figura tra le aree di introduzione.

La lunga coltivazione nel territorio ha però prodotto una biodiversità locale importante, testimoniata dalle numerose varietà registrate in Puglia.

Il fico è commestibile?

I siconi delle varietà coltivate sono destinati al consumo alimentare, freschi o trasformati. La presenza di un albero in campagna, tuttavia, non basta a stabilire provenienza, cultivar o condizioni del prodotto.

Riconoscimento e raccolta

Il riconoscimento di una pianta attraverso fotografie o descrizioni online non è sufficiente per determinarne con certezza la specie o la varietà. Prima del consumo occorre conoscere provenienza e condizioni del frutto.

FAQ sul fico nel Salento

Qual è il nome scientifico del fico?

Ficus carica L., famiglia Moraceae.

Esistono varietà di fico tipiche del Salento?

Sì. Gli elenchi regionali documentano numerose varietà locali associate alla provincia di Lecce.

Il fico è originario della Puglia?

No secondo Kew, ma la lunga coltivazione ha generato in Puglia un ricco patrimonio varietale locale.

Fonti: Regione Puglia – Registro regionale delle risorse genetiche autoctone e disciplinari di produzione integrata; Plants of the World Online – Royal Botanic Gardens, Kew.

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