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La partita di Como è messa in archivio. In effetti, dalla sfida di sabato scorso si possono trarre pochissimi aspetti positivi ed allora è meglio chiudere il cassetto e pensare già alla prossima gara, uno scontro diretto di vitale importanza da giocare al Via Del Mare contro la Cremonese. 

Eppure, al Sinigaglia sono venuti fuori i limiti di sempre, quelli che analizziamo da inizio stagione senza una soluzione e ci fanno apparire il Lecce fragile ed, a volte, inadeguato al cospetto degli avversari.

Lo svantaggio è una condanna 

Questa mattina ci vogliamo soffermare su un dato che rappresenta, a parer nostro, la stagione dei giallorossi: quello relativo al momento in cui i salentini passano in svantaggio.

Come normale che sia in Serie A per il Lecce, è accaduto tantissime volte che la squadra di Di Francesco sia passata in svantaggio e soltanto in 4 occasioni è riuscita a segnare un gol; solo una volta a guadagnare punti quando si è trovata sotto nel punteggio. Troppo poco per una compagine che lotta con le unghie e con i denti per conquistare la salvezza. 

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Le uniche reazioni della stagione a situazioni di svantaggio 

Contro l’Atalanta nel match d’andata sul risultato di 4 a 0 con un gol tanto bello quanto inutile di Konan N’Dri; contro il Bologna grazie alla rete di Francesco Camarda proprio nel finale che è valso un punto prezioso; contro l’Udinese con due gol, uno di Medon Berisha e l'altro sempre di N'Dri, che però non hanno evitato la sconfitta. Questi sono i 4 gol segnati dal Lecce quando si è trovato sotto, niente più in 27 partite.

I motivi principali 

La reazione è spesso mancata. E questo denota limiti sia tecnici che caratteriali. Nel primo caso, probabilmente, non si ha la qualità giusta per attaccare squadra che passano in vantaggio e decidono di abbassare il loro baricentro, chiudendosi per evitare di subire gol. 

Il secondo aspetto, invece, riguarda la scarsa propensione mentale a reagire ai momenti di difficoltà, quando serve qualcuno che prenda in mano la situazione anche dal punto di vista caratteriale e trascini i suoi compagni. 

Nel finale di campionato la situazione deve necessariamente cambiare. Il Lecce, ci auguriamo di no ma crediamo di sì, passerà ancora in svantaggio e dovrà trovare la forza di reagire, magari pareggiando o ribaltando le partite. Le gare durano ’90 minuti e non possiamo permetterci di considerarle chiuse quando gli avversari segnano per primi. 

 

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