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È finita come tutti temevano, forse già da quel maledetto fischio finale di Zenica. Gennaro Gattuso non è più il commissario tecnico dell’Italia: un epilogo inevitabile dopo la sconfitta contro la Bosnia che ha spento definitivamente il sogno mondiale degli Azzurri. La separazione con la FIGC è arrivata in modo consensuale, ma la sensazione è che la decisione fosse scritta da tempo, maturata nell’amarezza di una qualificazione sfumata e in un clima federale sempre più turbolento.

Il terremoto ai vertici – con le dimissioni del presidente Gabriele Gravina e del capo delegazione Gianluigi Buffon – ha fatto da sfondo a un addio che sa di resa, ma anche di responsabilità. Perché Ringhio, uomo di campo e di pancia, ha scelto di farsi da parte senza aggrapparsi a scuse.

Le parole di Gattuso

“Con il dolore nel cuore”, ha detto. Parole semplici, dirette, da Gattuso. Parole che raccontano il peso di una maglia che, come lui stesso ha ricordato, “è il bene più prezioso che esiste nel calcio”. Un’eredità ingombrante, che negli ultimi nove mesi ha provato a onorare con la sua consueta grinta, riuscendo almeno a riaccendere un barlume di entusiasmo attorno a una Nazionale ferita.

Ma ora? Ora si apre il grande casting. La panchina azzurra torna a essere uno dei posti più ambiti – e più complicati – del calcio italiano. In pole ci sono nomi pesanti: il ritorno di Roberto Mancini, il pragmatismo di Massimiliano Allegri, l’energia europea di Simone Inzaghi e il carisma totale di Antonio Conte. Profili diversi, filosofie opposte, ma un unico obiettivo: ricostruire dalle macerie.

Occhio a Baldini

La decisione arriverà dopo il 22 giugno, data dell’assemblea elettiva che designerà il nuovo presidente federale. Fino ad allora, possibile soluzione interna: Silvio Baldini, attuale ct dell’U21, potrebbe traghettare gli Azzurri nelle amichevoli estive contro Lussemburgo e Grecia.

Intanto resta l’immagine di Gattuso che saluta con dignità. Senza alibi, senza polemiche. Da uomo vero. E forse, in un’Italia che cerca ancora se stessa, è proprio questo il punto da cui ripartire.

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