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L'allenatore dei giallorossi, Eusebio Di Francesco, ha commentato ai microfoni di DAZN la partita tra Milan e Lecce, terminata 1 a 0. Il tecnico spiega il modulo adottato, “era un cinque ibrido, asimmetrico. Siebert si occupava delle situazioni centrali e quando scalava Pierotti più avanti che si abbassava Estupiñan, lui allargava il suo raggio d'azione. Credo che la linea abbia fatto un'ottima gara”. Una soluzione che ha funzionato, pur all’interno di una partita resa complessa dall’intensità degli avversari e che alla fine ha portato al gol di Füllkrug.

La pressione del Milan, infatti, si è fatta sentire a lungo: “Ovvio che il Milan ci ha messo grande pressione. Siamo saliti poco ed abbiamo fatto tanti errori tecnici”. In questo contesto, l’episodio del gol subito viene letto come una conseguenza di un singolo errore più che di un problema strutturale: “Sul gol abbiamo commesso un errore, dovevamo accompagnare meglio la protezione della porta ma ci siamo schiacciati troppo. Ci può stare un errore all'interno della gara”.

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Interessante anche il riferimento alla linea alta del Lecce, che ha portato spesso al fuorigioco il Milan: “Questo è un lavoro che non ti inventi il giorno della partita ma lo lavori durante la settimana. Squadre con il Milan più le porti a ridosso della tua area, più ti possono mettere in difficoltà”. Un aspetto che conferma quanto la preparazione settimanale sia centrale contro avversari di questo livello.

Sul piano individuale, parole di elogio per Tiago Gabriel e Siebert, sebbene un errore di lettura sia costato la sconfitta: “Tiago Gabriel insieme a Siebert hanno fatto un'ottima gara. Un gran lavoro di linea, coraggioso. In quella scappata lì non dovevano andare a schiacciarsi sul primo palo”. Allo stesso tempo, emerge la necessità di crescere nella gestione dei momenti della partita: “I miei ragazzi devono capire che ci sono momenti della gara in cui bisogna prendere la palla, portarla su, prendersi qualche fallo intelligente”.

Infine, uno sguardo al futuro e alle possibili soluzioni tattiche, anche in vista del ritorno di Gaspar: “Anche l'anno scorso ho giocato a 5. Per me non è un problema. Dal mio punto di vista a 3 o a 5, nelle scalate alla fine diventi quasi sempre a 4. Cambia poco, ma non deve cambiare la filosofia ed il modo di ragionare. E' una cosa che si può riproporre”. 

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Dalla sala stampa, il tecnico abruzzese parla della lotta salvezza e della mancanza di risultati: “Noi sapevamo che la salvezza di questa squadra si potrà raggiungere alla 38esima giornata. Sapevamo di poter essere in questa situazione”, spiega, "Poi è ovvio che ti dispiace quando ti fai male da solo, ed è lì che ti mancano quei punti che ti farebbero ragionare diversamente. Ma io non faccio drammi: penso a cosa migliorare, come la proposta dal punto di vista tecnico. Poi nel secondo tempo loro sono saliti, noi siamo scesi e abbiamo preso gol su un nostro errore".

Si parla poi di Fiorentina, squadra in ripresa dopo un inizio spaventoso: "L'avevano data per morta, ma aveva la potenzialità per vincere 2-3 partite consecutive e l'ha fatto". Spazio ai singoli. Il tecnico parla della partita di Stulic, poco aiutato durante la partita, "Magari dobbiamo dargliela meglio... Se pensiamo che possiamo fare tutti i duelli aerei su Stulic, forse abbiamo sbagliato qualcosa. Per questo dobbiamo dare più qualità a ciò che proponiamo, senza vivere solo di seconde palle che non è la mia filosofia di calcio". Su Camarda il suo pensiero è chiaro, "Ho la necessità che si riprenda quanto prima o che troviamo un'altra soluzione". 

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