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Vi siete accorti di cosa è successo sotto l’immagine comparsa nelle ultime ore sui social del Lecce?

Da una parte Nikola Stulic, l’uomo che al 96’ ha fatto esplodere il settore ospiti del Mapei Stadium segnando il gol del 2-3 contro il Sassuolo. Dall’altra, tra i commenti Instagram, i cuoricini lasciati da Nikola Krstovic, il centravanti che soltanto pochi mesi fa era chiamato a sopportare il peso offensivo della squadra giallorossa prima del trasferimento all’Atalanta.

Quasi un passaggio di consegne emotivo.

Perché Stulic, arrivato proprio nell’estate della cessione di Krstovic, ha vissuto una stagione estremamente complicata. Sostituire un attaccante così centrale nell’economia offensiva del Lecce non era semplice né dal punto di vista tecnico né da quello mentale.

Il serbo ha faticato ad adattarsi al calcio italiano e soprattutto alle caratteristiche del gioco giallorosso. Un attaccante d’area, abituato a vivere gli ultimi metri, spesso costretto invece a rincorrere palloni sporchi e a giocare lontano dalla porta.

Anche per questo il suo rendimento è stato discontinuo. E nelle ultime settimane era finito dietro nelle gerarchie offensive di Di Francesco, superato da Cheddira e dal giovane Camarda.

Poi, improvvisamente, il destino ha cambiato tutto.

Entrato nel finale della sfida contro il Sassuolo, proprio quando il Lecce sembrava ormai destinato a portare a casa soltanto un punto, Stulic si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto, approfittando di una disattenzione della difesa neroverde e trasformandosi nel protagonista assoluto della serata.

Un gol pesantissimo. Forse il più importante della stagione del Lecce.

Per questo l’esultanza è sembrata quasi liberatoria. Non soltanto per la squadra e per i tifosi, ma anche per lui stesso, dopo mesi vissuti tra difficoltà, critiche e inevitabili paragoni con chi era arrivato prima.

E proprio quei cuoricini lasciati da Krstovic sotto il post del club hanno dato ancora più forza all’immagine della notte del Mapei Stadium: il bomber del passato che applaude quello del presente, nel momento forse più delicato e decisivo della stagione giallorossa.

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