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Non serve necessariamente un rigore negato o un gol irregolare per lasciare dubbi su una direzione arbitrale. In Lecce-Juventus 0-2, Fabio Maresca è apparso fin dai primi minuti più tollerante nei confronti dei bianconeri: una sensazione maturata nel susseguirsi di contrasti, falli non fischiati e provvedimenti disciplinari contestati.

Non è un tentativo di attribuire all'arbitro la sconfitta del Lecce. La squadra di Di Francesco ha pagato una fase negativa nel finale del primo tempo e le reti subite. Il punto è un altro: il metro adottato è stato davvero lo stesso per le due squadre?

Lecce-Juventus, le ammonizioni mancate secondo Pinna

Nella moviola pubblicata il 26 ottobre sul Corriere dello Sport, Edmondo Pinna assegna 6 a Maresca, riconoscendogli il controllo generale della partita ma individuando tre possibili gialli mancati alla Juventus: a Bremer per una trattenuta su Geubbels al 6', a McKennie per una spinta su Gallo in elevazione e a Douglas Luiz per un intervento imprudente su Paco Esteban.

Non si tratta di provvedimenti ufficialmente riconosciuti come errori, bensì della valutazione tecnica del moviolista. Ma tre episodi nella stessa direzione contribuiscono ad alimentare l'impressione di una tolleranza disciplinare sbilanciata.

Il contatto tra Gatti e Fatah: un altro episodio da valutare

Tra le immagini che hanno acceso il confronto c'è anche il contatto tra il gomito di Federico Gatti e il volto di Amar Fatah. La fotografia evidenzia il punto di contatto e solleva un interrogativo sull'intervento e sulla scelta di non sanzionarlo.

lecce-juventus-gatti-fatah

Una singola immagine non permette però di stabilire definitivamente intensità, dinamica e possibile rilevanza disciplinare: occorre considerare la sequenza completa dell'azione. È proprio l'accumularsi di episodi di questo tipo, più che un singolo fatto clamoroso, a motivare le perplessità sulla direzione di gara.

Il rosso a Gaspar, simbolo di un metro contestato

A pochi secondi dal fischio finale, Kialonda Gaspar è stato espulso dopo aver protestato per una presunta trattenuta di maglia non rilevata da Maresca. Il difensore sarà assente nella successiva trasferta di Frosinone, mentre la durata dell'eventuale squalifica dipenderà dalle decisioni del Giudice Sportivo. Anche la natura delle espressioni eventualmente rivolte all'arbitro è determinante per giudicare il provvedimento. Senza referto ufficiale non è corretto presentare una delle versioni come definitivamente accertata.

Il nodo resta la coerenza: la severità verso le proteste è legittima, ma va confrontata con la soglia adottata nell'intero incontro per i falli di gioco. E con l'andazzo generale di tutte le partite dove i “vaffa”, anche piuttosto plateali, sono all'ordine del giorno e non sanzionati.

Maresca divide i moviolisti: le letture di Pinna, Gazzetta e Virgilio

Anche Fabrizio Piccolo, su Virgilio Sport, critica una soglia troppo permissiva e richiama in particolare le situazioni relative a McKennie e Douglas Luiz.

Diversa l'analisi della Gazzetta dello Sport: voto 6,5 a Maresca, con apprezzamento per la gestione dell'incontro e una possibile ammonizione non assegnata a Cambiaso per una trattenuta su Danilo Veiga. In quella ricostruzione l'espulsione di Gaspar è giudicata corretta per un insulto all'arbitro.

Il problema non è un episodio isolato, ma la conduzione della gara

Il Lecce ha responsabilità tecniche nella sconfitta contro la Juventus e i gol bianconeri non sono oggetto di questa contestazione. Tuttavia, un metro disciplinare percepito come differente può condizionare l'atteggiamento dei calciatori per tutta la partita.

La lettura critica di PianetaLecce è che Maresca abbia consentito ai bianconeri una maggiore libertà nei contrasti, senza decisioni eclatanti ma attraverso numerosi episodi minori. Questa valutazione non implica alcuna accusa di favoritismo intenzionale: riguarda la coerenza delle decisioni arbitrali.

Senza dimenticare la solerzia utilizzata nelmatch contro l'Udinese per il ritardo dell'uscita dal campo di Guebbels, mentre ieri Maresca non contava i secondi sulle rimesse laterali dei bianconeri con i giocatori che aspettavano fino a a 20 secondi per rimettere in gioco la palla con le mani.

Il rosso a Gaspar a cinque secondi dalla fine è diventato il simbolo di quella sensazione. Le decisioni del Giudice Sportivo e un'eventuale ricostruzione ufficiale dell'episodio conclusivo potranno chiarire almeno l'ultimo capitolo di una direzione destinata a far discutere.

Per il momento la conduzione della gara di Maresca, per noi, è stata da 5.

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